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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato29 gen29/01/2026, 19:59
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VENERDì 30 GENNAIO 2026 Dal Vangelo secondo Marco Mc 4,26-34 In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. Parola del Signore. Il Regno di Dio cresce mentre noi dormiamo, mentre vegliamo, mentre la vita scorre senza che ce ne accorgiamo. L’uomo getta il seme e poi deve imparare a fidarsi, perché la vita non obbedisce all’ansia del controllo né all’urgenza dei risultati. Il seme germoglia e cresce da solo, secondo una logica che non dipende dall’uomo, ma dalla fedeltà silenziosa di Dio, che lavora anche quando non vediamo nulla accadere. Prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno: il Regno non ha fretta, non salta le tappe, non si lascia forzare. Chiede tempo, pazienza, rispetto per i ritmi della vita. Anche il granello di senape parla la stessa lingua: è piccolo, quasi insignificante, ma custodisce una promessa sproporzionata, perché ciò che nasce da Dio non si misura all’inizio ma nel compimento. Il Regno cresce lontano dai riflettori, diventa dimora, spazio di riposo, ombra accogliente per altri, e solo quando il tempo è maturo arriva la mietitura. Gesù affida tutto questo a parabole, perché il mistero della vita non si spiega, si accompagna, si contempla, si vive. E così il Vangelo ci educa a seminare senza possedere, ad attendere senza pretendere, a credere che anche ciò che oggi è piccolo, nascosto e fragile sta già crescendo, sostenuto da una fedeltà più grande di noi.