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SABATO 31 GENNAIO 2026 SOLENNITA’ DI SAN GIOVANNI BOSCO Dal Vangelo secondo Matteo Mt 18, 1-6.10 In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?». Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. Parola del Signore I discepoli chiedono chi sia il più grande, perché la logica del Mondo misura sempre, confronta, costruisce classifiche e identifica la grandezza con il potere e il controllo. Gesù risponde rovesciando ogni criterio: chiama un bambino, lo pone in mezzo e indica nella piccolezza la via del Regno. Non è un invito alla debolezza, ma a una conversione profonda dello sguardo, a uno stile di vita fondato sulla fiducia, sulla relazione e sull’abbandono a Dio. Il bambino non domina, non calcola, non si difende con la forza: vive perché qualcuno lo guarda, lo accompagna, lo custodisce. È questa logica evangelica che San Giovanni Bosco ha tradotto in prassi educativa, dando forma a quello che chiamerà il Sistema Preventivo. Per Don Bosco, i giovani, oltre ad essere i destinatari di un progetto educativo, sono il luogo stesso in cui Dio si rende presente; per questo non li ha mai educati con la paura o la repressione, ma con una presenza costante, paterna, capace di prevenire il male generando fiducia. Essere educatori, secondo Don Bosco, significava scegliere di stare in mezzo ai giovani, condividere la loro vita quotidiana, farsi prossimi, perché solo chi si sente amato ama e può crescere e assumersi responsabilità. Accogliere un piccolo, dice Gesù, è accogliere Lui stesso: Don Bosco lo ha preso alla lettera, riconoscendo in ogni giovane, soprattutto il più fragile, un terreno sacro da custodire. Per questo il Vangelo è così netto nel difendere i piccoli: ferirli, scandalizzarli o disprezzarli significa tradire il cuore del Regno. Questo Vangelo ci ricorda che la vera grandezza non sta nel primeggiare, ma nel farsi piccoli con i piccoli, nel vivere un’autorità che è servizio, una presenza che educa, un amore che genera vita, un’amorevolezza pura e paterna che apre il cuore. Don Bosco ha visto negli occhi dei Giovani gli occhi di Dio e ha orientato tutto se stesso verso questo sguardo.