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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato19 mar19/03/2026, 19:58
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VENERDI 20 MARZO 2026 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 7,1-2.10.25-30) In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Parola del Signore. Ci avviciniamo alla Settimana Santa e le letture di questi giorni preannunciano già l'imminente fine di Gesù. Infatti, già troviamo brani in cui Gesù è cauto perché vogliono arrestarlo per condannarlo. È triste vedere come un uomo, completamente innocente, venga perseguitato e costretto a nascondersi. Accade ancora oggi? La verità è scomoda. Ascoltare la verità non è sempre piacevole. Tuttavia, la verità non è qualcosa che si può nascondere: deve risplendere di luce propria. Ed è proprio questo che fa Gesù: porta alla luce la verità. Una verità che non proviene da lui, ma da Dio Padre. Ed è proprio questo che Dio, per amore, ci mette a disagio: ci fa conoscere la nostra verità più profonda. Siamo disposti ad accoglierla? O facciamo di tutto per evitarla? E non è solo la verità che Gesù porta a metterci a disagio, ma anche il fatto che egli sia un uomo "ordinario", la cui storia e il cui passato sono noti a tutti: è fin troppo ordinario. La prima cosa che potremmo pensare leggendo il Vangelo di oggi è: "Poveri, avevano il Messia proprio davanti a loro e non se ne sono accorti". Eppure, possiamo essere come loro: sono convinto che più di una volta qualcuno ci abbia detto qualcosa di importante, ma non gli abbiamo dato alcun valore perché quella persona ci sembrava insignificante. Quanti bambini, parenti e sconosciuti ci hanno detto qualcosa e noi non li abbiamo nemmeno ascoltati. Che peccato, perché il Padre parla anche attraverso di loro. Continuiamo questo cammino quaresimale: ascoltiamo oggi la voce del Signore in quelle persone che "non sono nessuno" ma che portano una verità profonda nella nostra vita.