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“PANDEMIA E (DIS)INFORMAZIONE” Video ed estratti dal convegno svoltosi ieri a Trieste: Matteo Gracis (L'Indipendente): quando i giornalisti smettono di fare domande, l’informazione si trasforma in propaganda. I Media sono stati i principali responsabili della distorsione nella percezione della realtà. Urgono ora verità e giustizia. Andrea Zhok: nella pandemia si è visto in azione un processo di disumanizzazione, con la costruzione del nemico interno che ricorda la costruzione del capo espiatorio nella Germania degli anni ‘30, anche allora supportato dal razzismo scientifico. Serena Tinari (Re-Check): Da 2 anni l’industria farmaceutica stappa bottiglie di champagne perché non ha più bisogno di influenzare: lo fanno i giornalisti. Cifre senza contesto, copia incolla di veline, zero domande, tra i mali del “giornalismo pandemico”. Andrea Miconi (Iulm Università): va denunciato il conformismo del mondo accademico. E, da sociologo, una domanda: come è possibile che siano stati tutti d’accordo, in società complesse come la nostra e quindi per natura conflittuali? Marianna Canè (Fuori dal coro): I giornalisti che hanno fatto domande si sono trovati davanti un muro impenetrabile. La paura del giudizio altrui ha sostituito la paura del virus; la separazione (vax/novax) ha prodotto odio sociale: è ora di superarla. Poi ho detto qualcosa anche io sul come e perché sia stato ciò che è stato (e che rischia di continuare) e su come venirne fuori. #pandemiaedisinformazione https://youtu.be/IrKXsdpa_Uw