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Post #179

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Per non dimenticare

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Pubblicato21 ago21/08/2018, 08:00
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Carlo Casalegno Alle 13,40 del 29 novembre 1977 cessarono 13 giorni di sofferenza. Il 16 novembre all’ora di pranzo quattro giovani terroristi avevano atteso il vicedirettore della Stampa nell’androne di casa, in corso Re Umberto 54 a Torino. Quattro colpi di rivoltella Nagant calibro 7,62 al volto, tutti andati a segno, avevano dato agli assalitori la certezza di averlo ucciso. Alle 14,05 uno sconosciuto telefonava all’agenzia Ansa: «Qui le Brigate rosse. Abbiamo giustiziato il servo dello Stato Carlo Casalegno». Sessantun anni, solo, disarmato. Sapendolo minacciato, ogni giorno il direttore Arrigo Levi lo accompagnava a casa con la scorta. Aveva insistito anche quel mercoledì, ma Casalegno era rimasto al giornale: doveva finire il lavoro con il caposervizio della terza pagina. Insieme portarono in tipografia gli articoli da comporre. Presero un caffè alla macchinetta parlando dell’intervista che nel pomeriggio «il professore» avrebbe registrato alla Rai sul presidente Arafat in visita a Gerusalemme. Uscì alle 13,30.