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Gennaro "Genny" Cesarano Gennaro Cesarano, ucciso dalla camorra in una stesa e per errore, oltre due anni fa, vive nel cuore di chi non lo dimentica. Genny Vive… Oggi avresti fatto diciannove anni. Mi chiedo che cosa avresti fatto, penso a cosa fanno i tuoi coetanei, a cosa facevo io a quell’età. Diciannove anni, poteva essere l’estate della tua maturità: saresti stato seduto ad un bar, con i tuoi amici, a pensare a quanto velocemente si diventa grandi, a sognare un viaggio. O forse staresti al mare, a fuggire dal caldo o a lamentarti dell’ennesimo lavoretto estivo pagato poco. Ci sarebbe stata una ragazza, forse, avresti dovuto spiegare ai tuoi che quell’estate c’era qualcosa di meglio da fare che andare in vacanza con loro. O forse niente di tutto questo, forse cose completamente diverse, ma in fondo molto simili, perché la fine dell’adolescenza è fatta di tanti piccoli momenti quotidiani che solo chi non ha più quell’età pensa siano senza valore. Ma tutto questo non ha importanza, perché qualcuno ha deciso che avresti avuto diciassette anni per sempre. Ti ha ucciso una mano infame, Gennà, ti ha ucciso un sistema criminale bastardo per il quale il monopolio dello spaccio è più importante della vita delle persone, della vita dei bambini. Ti hanno ucciso per caso e ti hanno lasciato lì a morire, perché tanto eri solo uno scugnizzo della Sanità, uno che non valeva niente, uno che stava al posto sbagliato al momento sbagliato. Penso alle tante cose che abbiamo fatto in questi mesi per essere all’altezza del tuo ricordo, per essere all’altezza della forza di tuo padre che non si è fermato un secondo per ottenere dallo Stato che vi aveva abbandonati verità e giustizia. Ma quando mi ricordo che oggi avresti fatto 19 anni, quando penso che potevi e dovevi essere solo un semplice ragazzo che oggi aspettava un po’ di fresco per dare un calcio a un pallone, tutto mi sembra sempre troppo poco. Quello che di meglio possiamo fare e provare a rispettare ogni volta quella promessa silenziosa che ci siamo fatti tutti il giorno in cui te ne sei andato: che non sarebbe successo mai più. Auguri Genny, auguri a quello che eri, a quello che potevi essere, a quella parte di te che sarà sempre nei nostri cuori. Ivo Poggiani