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@PerNonDimenticare

Per non dimenticare

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Pubblicato13 set13/09/2018, 08:00
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Gaetano Guarino Prendiamo un nome e un cognome: Gaetano Guarino, che a tanti può essere un perfetto sconosciuto. Ricordiamoci anche di un Comune siciliano: Favara, centro agricolo di poco più di 30mila abitanti nella provincia di Agrigento. Cosa c’entrano tra loro? Niente, a parte un piccolo, piccolissimo dettaglio: Guarino è stato sindaco di Favara durante il secondo dopoguerra ed è stato ucciso dalla Mafia. Quella delle terre e dei latifondi, la più dilagante all’epoca. Sì, è vero. Lo sanno in pochi, ma è così. Era il 14 maggio 1946. Guarino è primo cittadino da poco più di due mesi e, come sua consuetudine, aveva seguito dal primo all’ultimo minuto la seduta di Consiglio comunale. Stava tornando a casa ma non ci arriverà mai, perché una persona, approfittando della scarsa illuminazione pubblica, gli si è avvicinato freddandolo con un colpo di pistola alla nuca. Per il da poco sindaco non c’è nulla da fare. Cade a terra e muore. Con Guarino al momento dell’uccisione c’è un gruppo di tre persone, che però ha fatto una cosa molto strana. Certo, c’è chi ha chiamato i soccorsi, e chi è scappato, ma soprattutto nessuno ha saputo dire che aveva premuto il grilletto. Dall’indomani, iniziano a girare tante voci e nomi. Presunti mandanti ed esecutori materiali. E una sola convinzione: Guarino è una vittima di Mafia. Soprattutto di quella Mafia legata alla politica e agli affari.