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Joe Petrosino Era la sera del 12 marzo 1909 quando il poliziotto italo-americano Joe Petrosino venne raggiunto da quattro colpi di pistola mentre camminava in Piazza Marina a Palermo. Gli spari suscitarono il panico nelle persone che aspettavano il tram al capolinea della piazza. Alcune rimasero immobili, altre scapparono nella direzione opposta. Solo Alberto Cardella, marinaio imbarcato sulla Regina Nave Calabria, si rese conto di quello che era accaduto. L'omicidio fece tanto clamore che il console americano a Palermo telegrafò al suo governo: “Petrosino ucciso a revolverate nel centro della città questa sera. Gli assassini sconosciuti. Muore un martire”. Joe Petrosino nacque a Padula in provincia di Salerno il 30 agosto 1860. Si trasferì negli Usa, dove incominciò a lavorare come lustrascarpe davanti a una stazione di polizia, ma ben presto fece il salto di qualità. Gli diedero la cittadinanza statunitense e cambiò il suo nome in Jospeh per divenire un poliziotto. Petrosino per primo aveva capito l’importanza di mappare la criminalità presente a New York. Raccolse dati, informazioni, immagini, coordinando operazioni e infiltrandosi tra gli italo-americani grazie alla sua capacità di camuffarsi. Si infiltrò nell’organizzazione anarchica, responsabile della morte del re d’Italia Umberto I, riuscendo a scoprire l’intenzione di assassinare il presidente americanoWilliam McKinley durante la sua visita all'esposizione di Buffalo. Presto, Petrosino si scontrò con la prima forma di Cosa nostra, chiamata la Mano Nera, che tergiversava nel quartiere Little Italy di New York, specializzata nel racket delle estorsioni. Nel 1903 risolse il caso più importante della sua carriera, il “delitto del barile”, così chiamato per il fatto che il cadavere di Benedetto Madonia (malavitoso membro di una banda di falsari) venne ritrovato dentro il barile fatto a pezzi. Per i numerosi successi, Petrosino venne promosso a tenente e il presidente degli Stati Uniti Teddy Roosevelt lo dotò di una squadra investigativa chiamata “Italian Branch”, che inflisse duri colpi ai mafiosi. Da antimafiaduemila.com