Contenuto
Carlo Cannavacciuolo All'auto si sono avvicinati i banditi, almeno due, uno dei quali armato di pistola. Dopo aver bussato violentemente a entrambi i finestrini, i rapinatori hanno infranto il vetro dal lato dello studente, intimando ai due di scendere. Cannavacciuolo, secondo la ricostruzione delle forze dell' ordine, ha ingranato la retromarcia cercando di allontanarsi. E' stato allora che uno dei malviventi ha esploso un colpo di pistola contro il ragazzo, colpendolo al cuore. Il proiettile è poi andato a conficcarsi nella lamiera. Il giovane è morto prima dell'arrivo dei soccorsi. Carlo, neo laureato in veterinaria, aveva trascorso la serata festeggiando il suo onomastico. Era poi uscito con la fidanzata, studentessa universitaria alla Federico II, e aveva fermato l'auto in via Ponticelli, una stradina di campagna, adiacente un orto di proprietà della sua famiglia. L' aggressione è scattata - secondo la ricostruzione dei carabinieri - poco dopo mezzanotte. I due banditi avevano il volto incappucciato e sono giunti e fuggiti a piedi. Sul territorio del comune di Santa Maria La Carità c'è un circuito di tredici telecamere: i rapinatori, scappando, potrebbero essere passati davanti ad alcune di esse ed essere stati ripresi. La fidanzata del giovane, in forte stato di choc, è stata ascoltata dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, che conducono le indagini. Una delle piste seguite dagli investigatori è quella di un tentativo di rapina attuato da tossicodipendenti, forse giunti da un comune vicino. "Quello è un posto maledetto, dove sono state fatte molte rapine. A terra è pieno di siringhe". Giovanni Cannavacciuolo, ispettore di polizia in pensione, commenta così l'uccisione del figlio Carlo. Il padre del ragazzo, che ha lavorato per anni all'ufficio denunce della Questura di Napoli, ha reagito con compostezza. Carlo Cannavacciuolo stava compiendo il tirocinio da veterinario a Pompei. Era il penultimo di quattro figli. I fratelli sono emigrati a Milano, Treviso, e in Sardegna. La madre, Carmela, è impiegata al comune di Gragnano. Carlo, oltre a suonare la tromba, era appassionato di ballo e campione di liscio. "Mi ha riempito la casa di trofei", dice il padre. "Ho sentito due colpi di pistola". Così un residente nella zona dell'agguato. "Questa è una zona a rischio. Già in passato ci sono state altre rapine. Anch'io sono stato derubato due volte, in casa mia, con la tecnica dello spray al sonnifero". Il sindaco di Santa Maria La Carità, Francesco Cascone, è intenzionato a decretare il lutto cittadino. E il procuratore di Torre Anunziata, Diego Marmo, si è impegnato a fare modo che la salma del giovane venga al più presto restituita alla famiglia dopo gli accertamenti del caso, come richiesto dal padre. Sulla pagina Facebook di Carlo, agli auguri degli amici per l'onomastico appena festeggiato, si aggiungono i messaggi di rabbia e di dolore per la sua morte. Nel primo pomeriggio, qualcuno ha lasciato un mazzo di rose bianche sul luogo del delitto. https://napoli.repubblica.it