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Il 1992, il 19 Luglio 1992. Torni a casa da una giornata di mare, a giocare, saltare, ridere e scherzare, giusta e meritata spensieratezza di un normale ragazzino di 8 anni. Fai solo caso agli occhi dei tuoi genitori che rimangono basiti davanti alle immagini che la tv sta trasmettendo da una città che conosci solo perché è capoluogo di regione, di una regione molto lontana dalla tua... E ti siedi, guardi quelle immagini e ricordi che a scuola ti hanno sempre detto e raccontato come vedevano i nonni le città, o almeno una parte di esse, dopo un bombardamento, ai tempi della guerra. È difficile capire, quasi impossibile per gli occhi di un bambino, provi ad ascoltare ma si parla di cose "da grandi", di attentato, di bomba, di tritolo, di mafia, di giudici e poliziotti. E poco dopo, come ogni bambino, ricominci a fare quello che ogni bambino in vacanza fa, torni a divertirti con gli amichetti di sempre, come se quelle immagini fossero solo un tg normale che i grandi seguono ma che non ti tocca più di tanto... Certo, nei giorni seguenti si parla solo di quello, ma hai pur sempre 8 anni, non ci pensi minimamente. Poi gli anni passano, cambiano le scuole, le amicizie, le piccole idee che entrano in testa e tante volte non se ne vanno e ringrazi già chi ti ha fatto crescere curioso, pieno di voglia di sapere e capire. E trovi un libro, ormai saranno passati almeno quattro o cinque anni e i tuoi anni son diventati 13,14, poi 15 e vedi che in quel libro trovi le immagini che immediatamente ti riportano a quella sera di anni prima, del caldo giorno di luglio. Cominci a leggere e scopri chi era quella persona, cosa pensava, per cosa lottava, in cosa credeva, ma soprattutto (e negli anni scoprirai che le motivazioni sono molte e molto più grandi di te e dei tuoi occhi di quattordicenne interessato) il motivo per cui è stato ucciso. Così prosegui e non ti fermi a leggere, non finisce la voglia di sapere, più notizie hai più scavi per trovarle. Passano gli anni e dopo 26 anni da quel giorno ancora ti ritrovi a chiedere,cercare, provare come han fatto tanti a mettere insieme i pezzi, capire il vero motivo di quella strage, dopo così poco tempo dalla strage di Capaci, troppo vicina, troppo poco "di mafia", così intrisa di puzza di collusione che fa tremare i polsi, a tratti facendoti vergognare di alcune cose lette nelle sentenze, nelle indagini messe su carte e riportate costantemente in maniera diversa... Forse è anche questa voglia di sapere che quella persona ti ha lasciato, grazie anche alla sua azione fino alla morte, come fosse una missione. Non sapevi chi fosse, lo hai scoperto, lo hai riscoperto, lo hai apprezzato e lo apprezzi, prendendo quello che ha fatto e detto molte volte come esempio. E ringrazi, mai abbastanza, con piccole cose, basta il ricordo tante volte, la voglia di non mollare, la voglia di assomigliare almeno un poco a chi ha provato a rendere migliore, come tanti altri, questo paese. Grazie Paolo, da una persona normalissima che ci prova sempre. L.