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Paolo Ficalora, uomo, padre, marito, capitano di lungo corso della Marina mercantile, è stato ucciso da innocente a colpi di fucile nella sua casa in contrada Ciauli, nella baia di Guidaloca, a Castellammare del Golfo, nel residence che dava in affitto. La sua colpa? Aver ospitato per un periodo il super pentito di Cosa Nostra Totuccio Contorno, di cui Ficalora ignorava l’identità nel periodo in cui soggiornò nel suo residence. Erano gli anni delle stragi, e un affronto così, secondo i corleonesi, non poteva restare impunito. Una condanna a morte emessa senza esitazione e concretizzata da un mafioso locale: il castellammarese Gioacchino Calabrò con diversi copi di arma da fuoco la sera del 28 settembre di venticinque anni fa, sotto gli occhi della moglie nell’oscurità della notte.