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L’INDIFFERENZA DEI LIBERTARI Odio gli indifferenti, scrisse Antonio Gramsci, l’intellettuale italiano più influente del XX secolo. Presagiva l’avvento di un tipo umano il cui tratto più evidente è proprio l’indifferenza. Morale, innanzitutto, ma anche spirituale e politica. L’uomo di Ales non immaginava di aver contribuito involontariamente alla vittoria dell’indifferenza. Il materialismo ne è infatti l’ideale brodo di coltura e l’ egemonia culturale che teorizzò e insegnò a generazioni di marxisti (e non solo) è diventata senso comune nel trionfo del triangolo liberale, liberista e libertario, più seducente del plumbeo universo comunista. Di sicuro il pensatore sardo conosceva Benjamin Constant e la sua distinzione capitale tra libertà degli antichi e dei moderni. Teorico del liberalismo, il politologo francese d’inizio XIX secolo distinse tra la partecipazione alla vita pubblica degli antichi – la libertà “per”- e la libertà dei moderni, basata sul godimento individuale delle libertà civili spinto all’indifferenza per la dimensione pubblica e il giudizio morale (libertà “da”). https://www.maurizioblondet.it/lindifferenza-dei-libertari/