Volodymyr #Zelensky ha detto di essere pronto a compromessi per i colloqui di pace ma che la Russia deve anch'essa cedere; sul fronte territoriale, in particolare Donetsk, "le dure richieste imposte all'Ucraina non sono chiaramente un compromesso. Si tratta di un cambiamento dell'integrità territoriale dell'Ucraina". Zelensky ha aggiunto che la "soluzione meno problematica" è che Ucraina e truppe russe "restino dove sono".
@UltimoraPolitics24
🇺🇦
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👋"IF IT CONTINUES LIKE THIS, UKRAINE WILL LOSE WAR" - EX-KIEV FM COMES CLEAN to Western journos at Financial Times (FT) since he can speak freely now he’s living it up in London…
Crybaby Kuleba acts all depressed about fact that NAZI regime he championed soon to be destroyed, and any hope #Zelensky has of keeping his status as illegitimate fuhrer fades with each passing day:
Do we today have the means and tools to turn the tables and change the trajectory of how things are happening? No, we don’t. And if it continues like this, we will lose the war.”
I’m taken aback by his bluntness. There is a pause - before he slightly softens his verdict. “It’s true that things look bad on the battlefield. But things looked even worse in the first months of 2022. What I hate in my conversations with European and American experts - and ‘hate’ is a word I usually don’t use - is that everyone is asking what Ukraine is ready to do, what Ukraine is ready to accept. And I say, guys, first find the answer to the question [of] what Putin is ready to accept. Because this is the place where the war comes from.” - FT journo writes.
🤦♂️We were gonna use dumb pic of Kuleba above but looks like FT beat us to it with their abomination of an image.
Boost us here! @IntelRepublic
Volodymyr Zelensky entra nello scandalo Mindich come figura collegata alla vicenda a causa del rapporto personale e professionale che in passato lo legava al principale sospettato.
È questo collegamento a rendere la situazione politicamente delicata.
Il documento attribuito alla NABU (Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina) cita la vicinanza tra Zelensky e Mindich come uno degli elementi che avrebbero permesso a quest’ultimo di esercitare influenza su settori statali strategici durante la legge marziale.
Non è ancora una prova di coinvolgimento ma indica che la posizione del presidente potrebbe essere stata usate come leva per legittimare operazioni illecite.
#ukraine#zelensky
#Italia#Ucraina
La Presidente del Consiglio, Giorgia #Meloni (#FdI|ECR) ha ricevuto oggi a Palazzo Chigi il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr #Zelensky (#SP|RE).
“Dobbiamo sempre ricordare che se oggi esistono le condizioni per lavorare a una pace in Ucraina lo dobbiamo alla resistenza del popolo ucraino e al sostegno dell’Occidente. Questi elementi hanno impedito alla Russia di invadere la nazione, farla capitolare in pochi giorni e installare un governo fantoccio. A fronte di questi quattro anni la posizione dell’Italia è rimasta sempre la stessa. Sostenere l’Ucraina non è solo un dovere morale ma una necessità strategica, significa anche che gli sforzi diplomatici per una pace giusta e duratura chiamano in causa l’Europa e l’Italia intende continuare a fare la sua parte. Un Occidente diviso, un’Europa spaccata sarebbero l’unico regalo che potremmo fare a Mosca”, ha detto la ‘premier’ in conferenza stampa.
@OsservatorioItaliano
#ONU#Ucraina#Russia
Presidente Volodymyr #Zelensky (#SP|RE): "Ho presentato le linee generali di una formula di pace. Presenterò i dettagli domani al Consiglio di sicurezza. Più di 140 stati e organizzazioni internazionali hanno sostenuto in tutto o in parte la formula. La formula è pronta a offrire soluzioni e misure che risolveranno tutte le forme di armamento che la Russia ha utilizzato contro l’Ucraina e altri paesi."
@OsservatorioEsteri
#USA#Ucraina
Il corrispondente a Washington DC per la sicurezza nazione di ReutersJonathan Landay riporta che la #NATO ha dichiarato che le armi statunitensi destinate all'Ucraina tramite il programma PURL sono state consegnate e che le consegne continuano ad affluire, non registrando per ora dirottamenti.
Sul punto e sulla notizia riportata dal Washington Post su un possibile dirottamento, l'analista di The Insider Colby Badhwar scrive: "Questo è uno dei meccanismi di funzionamento del PURL. Se gli Stati Uniti vendono materiale bellico dalle proprie scorte per la consegna immediata all'Ucraina, i fondi del PURL verrebbero utilizzati per rimpiazzare tali scorte. In questo scenario, non si tratterebbe di fondi sottratti. L'articolo del Washington Post è troppo vago per stabilire con precisione cosa stia accadendo. Le informazioni che io e i miei colleghi riceviamo dalle nostre fonti, e quanto affermato ieri da #Zelensky, non lo confermano. E i sostenitori dell'Ucraina al #Congress non sono in preda al panico per l'articolo del Washington Post. Solo i commentatori lo sono. È prudente aspettare ulteriori informazioni".
@OsservatorioEsteri
#Ucraina#Russia
Presidente Volodymyr #Zelensky (#SP|RE): “Attendiamo un cessate il fuoco completo e duraturo, a partire da domani, per fornire la base necessaria alla diplomazia. Non ha senso prolungare le uccisioni. E giovedì aspetterò #Putin in #Turchia. Personalmente. Spero che questa volta i russi non cerchino scuse”.
@OsservatorioEsteri
⚡Maria Corina Machado nuova santa dell'immaginario colonialista occidentale.
Il Venezuela🇻🇪 può essere ora sicuro di essere nel mirino degli USA🇺🇸.
Ora vai con la propaganda spicciola e razzista sui venezuelani, nessuno però che pensa però al poro Zelensky, che fine ha fatto er poro Zelensky?
#Venezuela#nobelprize#CorinaMachado#Zelensky
https://youtube.com/shorts/ftI0JogwG-4?si=fHeTIjwR-tpL52r4
#Ucraina#USA
In un’intervista a Reuters, il Presidente Volodymyr #Zelensky (#SP|RE) ha dichiarato, confermando quanto riportato da varie testate negli scorsi mesi, che gli Stati Uniti hanno subordinato le garanzie di sicurezza all’Ucraina alla cessione di tutto il #Donbass alla #Russia.
“Il Medio Oriente ha sicuramente un impatto sul Presidente #Trump e credo anche sulle sue prossime mosse. Il Presidente Trump, purtroppo, a mio parere, continua a scegliere una strategia che esercita maggiore pressione sulla parte ucraina. Gli americani sono pronti a finalizzare queste garanzie ad alto livello non appena l'Ucraina sarà pronta a ritirarsi dal Donbass”, ma tale ritiro comprometterebbe la sicurezza della stessa Ucraina e dell’#Europa in quanto cederebbe alla Russia la cintura di fortezze e difese che questa non è riuscita a conquistare.
@OsservatorioEsteri
#Cina#Ucraina
Come già annunciato 1 mese fa, Il Presidente #Xi Jinping (#CCP|Estrema sinistra) ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo ucraino Volodymyr #Zelensky (#SP|RE).
Oggetto della telefonata la relazione bilaterali e il partenariato strategico fra i due paesi.
Secondo quanto riportato dall'emittente cinese CCTV, Il Presidente Xi ha ribadito che la Cina si è sempre schierata dalla parte della pace e la sua posizione centrale è quella di promuovere la pace e i colloqui. Xi ha inoltre ribadito che La Cina sostiene gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite negli affari internazionali. Nella telefonata il Presidente Zelensky si è congratulato con Xi per la sua rielezione e ha ribadito che l'Ucraina si attiene alla politica della Cina unica e che spera di realizzare una cooperazione globale con la Cina, lavorando insieme per mantenere la pace e la stabilità nel mondo.
@OsservatorioEsteri
https://x.com/SavinoBalzano/status/1993952837672341670?t=0PkSj-vdy9jaYVfkxpWRCw&s=19
Il migliore di tutti ci chiedeva di scegliere tra la pace e i climatizzatori accesi. Il senso di fondo era chiaro: siete così egoisti da anteporre un po’ di frescura al diritto internazionale? Alla dignità di un popolo aggredito? Tre anni fa, sempre lui, parlando all’aula semideserta (per nostra fortuna) delle Nazioni Unite, garantiva che l’effetto delle sanzioni fosse dirompente sull’economia russa.
Poi è arrivata Meloni, con il suo supporto a Kiev senza se e senza ma: un sostegno simile a quello di chi ti tiene la mano mentre sali i gradini del patibolo, invece di provare a sottrarti al boia. Diceva la verità solo al telefono con due comici: era novembre di due anni fa e parlava apertamente della stanchezza provocata dalla guerra.
Nel frattempo abbiamo fatto tutto ciò che desideravano — e desiderano tuttora — quelli che propongono di “aiutare” (virgolette obbligatorie) l’#Ucraina fino all’ultimo, economicamente e militarmente, fino alla vittoria finale.
Oggi qualcuno si scandalizza dinanzi all’ipotesi di un accordo tra #Mosca e #Kiev (o meglio, tra Mosca e #Washington). Si parla di resa e, per salvare la faccia, si finge che l’intervento europeo abbia mitigato chissà quanto le pretese iniziali.
La verità, nella sua spietatezza, è semplicissima: stiamo assistendo a qualcosa di drammaticamente prevedibile. Una vittoria sulla #Russia, senza scatenare una guerra nucleare totale, era semplicemente impossibile. E ora emergono, grandi come grattacieli, le contraddizioni di chi vaneggiava di guerra di civiltà, guerra all’oscurantismo, lotta per la democrazia e la libertà. Cosa accadrà adesso, che quella guerra è perduta?
Soprattutto: qual è il costo della sconfitta? L’#Ucraina è smembrata, dilaniata, con perdite umane incalcolabili. Il disastro richiederà decenni per la ricostruzione e un tempo lunghissimo di sofferenze, anche a guerra conclusa. I popoli europei sono allo stremo: crescita inesistente, costo della vita alle stelle.
La Russia gongola: vince militarmente, vince economicamente, vince politicamente.
Era tutto dannatamente prevedibile fin dal primo momento, eppure chiunque provasse ad argomentarlo veniva tacciato di putinismo. Chi erano dunque i veri putiniani? Erano quelli che sostenevano la necessità di fermare immediatamente un conflitto dall’esito inevitabilmente nefasto, cercando di minimizzare i vantaggi per il Cremlino? O erano piuttosto quelli che — per fanatismo o per mera stupidità — sostenevano la via militare contro la più grande potenza nucleare del mondo, massimizzando il trionfo russo?
Abbiamo per anni dovuto leggere e ascoltare le più assurde fandonie: che i russi volessero arrivare a Lisbona (salvo poi sostenere che fossero così fessi da non riuscire ad arrivare a Kiev), che combattessero con le pale e i microchip delle lavatrici, che fuggissero dinanzi alle controffensive di #Zelensky, che #Putin fosse morto e che quello in tv fosse una sorta di ologramma. Per una ricognizione più ampia del farsesco, rimando agli editoriali del lunedì di Marco Travaglio.
Chi risponderà di tutto questo? Dell’odio generato, del danno inferto al dibattito pubblico del Paese e, dunque, alla salubrità della nostra democrazia?
Mi domando cosa penserebbe una madre ucraina che ha perso il figlio al fronte: per cosa sono morti quei ragazzi, e per cosa sono morti tutti i civili uccisi dai bombardamenti russi?
I russi possono guardare a questi anni avendo ben chiaro il perché del loro sforzo e del loro sacrificio. Questo privilegio non è concesso agli ucraini. E la colpa è anche dei putiniani, quelli veri.