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#Senato: Con 89 voti a favore e 10 contrari, il Senato ha approvato una proposta di legge bipartisan che va ad affrontare il tema della crisi del mercato immobiliare. La legge è stata scritta dai Senatori Tim Scott (R-South Carolina) ed Elizabeth Warren (D-Massachusetts), rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Commissione per le questioni bancarie, abitative e gli affari urbani. L'obiettivo è quello di aumentare l'offerta di case rimuovendo alcune regolamentazioni, aumentando gli incentivi e mantenendo i programmi di costruzione vigenti. La legge, inoltre, limita il ruolo delle istituzioni finanziarie nell'acquisto delle abitazioni. È la prima volta dal 1990 che viene approvata una legge di questo tipo, e ciò avviene in un contesto in cui le persone che acquistano casa per la prima volta hanno in media almeno 40 anni. In un anno elettorale come il 2026, è notevole osservare una collaborazione bipartisan su un tema, come quello dell'affordability, su cui si giocherà la campagna elettorale delle midterm. Eppure, nonostante la legge affronti alcune delle richieste fatte da Trump stesso, restano delle incertezze importanti. Per prima cosa c'è la classica divisione tra Camera dei Rappresentanti e Senato, con i deputati che non sono pienamente convinti del lavoro fatto dalla propria controparte, soprattutto tra le fila dei rappresentanti più conservatori. L'impasse potrebbe essere risolta da Trump, che però non sembra interessato a intervenire, specialmente dopo aver dichiarato che non intende firmare nessuna legge approvata dal Congresso senza che prima ci sia l'approvazione del SAVE Act. Inoltre, dopo aver cominciato l'anno chiedendo di approvare la limitazione per le istituzioni finanziarie nell'acquisto delle case, martedì scorso Trump ha affermato che nessuno è davvero interessato al tema della casa. In queste condizioni, c'è scarso incentivo da parte del gruppo repubblicano della Camera ad approvare una legge di questo tipo, poiché i suoi membri non sono soddisfatti di alcune delle disposizioni chiave, come quella sui grandi investitori. Dal punto di vista legislativo, si può definire il Congresso un bicameralismo perfetto: una legge dev'essere approvata in un testo identico tanto alla Camera quanto al Senato. Un modo per risolvere le divergenze è quello di convocare una conferenza bicamerale, una soluzione che alcuni repubblicani stanno proponendo, tra cui lo Speaker della Camera Mike Johnson. John Thune, invece, è piuttosto scettico riguardo a questa opzione, ritenendo che sia una pratica sempre più rara e che porti con sé il rischio di far venire meno l'intero impianto legislativo.