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Pubblicato17 mar17/03/2026, 17:14
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#Israele, #Iran: Pubblicamente il Governo israeliano invita i cittadini dell'Iran a scendere in piazza e a manifestare, ma nei dispacci diplomatici condivisi con l'ambasciata statunitense a Gerusalemme, ha riconosciuto che il regime iraniano non solo non si sta indebolendo, ma che i civili che scendono in piazza potrebbero essere brutalmente uccisi se dovessero manifestare. La nota diplomatica è stata condivisa nella giornata di venerdì, a due settimane dall'inizio delle operazioni belliche in Iran, e riconosce come le Guardie della Rivoluzione Islamica continuino ad avere la meglio nella situazione. Ciononostante, il Governo israeliano continua a sperare in una sommossa popolare e chiede agli Stati Uniti di aiutare i manifestanti qualora dovessero scendere per le strade. Le analisi del Governo israeliano sono condivise anche dall'intelligence statunitense, secondo cui il regime iraniano, per quanto indebolito, è ora composto da membri ancora più estremisti e vede l'IRGC esercitare un maggiore controllo. Un regime che ne uscirà, soprattutto, rafforzato. Al momento, nonostante la riduzione delle capacità militari e i colpi inferti alla leadership politica e militare, non ci sono segnali di un regime change. Donald Trump, prima dell'inizio della guerra, ha ricevuto briefing di intelligence che gli avevano notificato la possibilità che l'IRGC potesse uscirne rafforzato: "Non era solo prevedibile. È stato previsto e detto in anticipo", ha dichiarato una persona informata dei fatti al Washington Post. "Non abbiamo i piani per una guerra lunga. La finiremo il prima possibile". Una dinamica che sta indisponendo sempre di più i Paesi del Golfo, costretti a subire gli attacchi iraniani: "Hanno cominciato questa guerra per Israele e ci hanno lasciati da soli ad affrontare gli attacchi". Chi rimane nella leadership iraniana versa in uno stato di confusione e paranoia, con gravi difficoltà di comunicazione. Ma questo non è sufficiente a mettere a rischio il regime.