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Il punto di rottura per molti è stato raggiunto a novembre, durante lo shutdown più lungo della storia. Il giorno dopo le vittorie elettorali ci fu una riunione in cui si discusse del capitale politico che i democratici avevano a disposizione. Fu in quell'occasione che Gary Peters (D-Michigan) annunciò che c'era un gruppo di dem che stava negoziando con i repubblicani la fine dello shutdown; una notizia che lasciò sconvolta Warren, che solo qualche giorno prima aveva ricevuto rassicurazioni sul fatto che non vi fossero negoziazioni in corso. La sensazione diffusa è che Schumer dica semplicemente quello che le persone vogliono sentirsi dire, un comportamento che sta diventando noto nei corridoi come l'essere "schumati". Sebbene il mood sia generalmente più ottimista per il Senato rispetto a qualche mese fa, sono in diversi a preferire che Schumer prometta di non ricandidarsi come leader, anche a causa del suo coinvolgimento nelle primarie a favore di candidati centristi in Michigan, Minnesota e Maine. Elizabeth Warren si è detta piuttosto contrariata: "Non penso che la leadership debba essere coinvolta in queste primarie". Ad esempio, Juliana Stratton, candidata dem in Illinois, ha dichiarato che non intende supportare Schumer per un altro ciclo come leader, e dello stesso avviso è Graham Platner, candidato progressista alle primarie dem: "Non penso che la sua leadership sia stata efficace. Non siamo stati in grado di resistere efficacemente agli eccessi dell'Amministrazione Trump".