TGTGInsightintelligence telegramLIVE / telegram public index
← White House Watch
White House Watch avatar

TGINSIGHT POST

Post #18354

@WhiteHouseWatch

White House Watch

Visualizzazioni712Numero di visualizzazioni
Pubblicato25 mar25/03/2026, 09:42
Contenuto del post

Contenuto

#Iran: "I think I've seen this film before", cantavano Taylor Swift e Bon Iver in Exile, ed è un po' il pensiero del Governo iraniano davanti alla nuova apertura diplomatica di Donald Trump. Per due volte questa Amministrazione si è detta aperta al dialogo, per due volte ha ammassato i propri asset militari e per due volte ha approfittato dei tempi tecnici tra i round negoziali per attaccare il Paese militarmente. Ora gli Stati Uniti sembrano tornati punto e a capo, con la volontà di spingere affinché domani, a Islamabad, ci sia un incontro di persona tra i negoziatori. La novità è il ruolo del Pakistan, che sta agendo come intermediario e mediatore tra le due parti; ruolo che nelle precedenti negoziazioni spettava all'Oman e al Qatar, poi tirati in ballo nella ritorsione iraniana. Ma l'Iran ha fatto sapere a Pakistan, Egitto e Turchia che, visto il nuovo dispiegamento di truppe di terra in Medio Oriente, il timore è che si tratti di una mossa puramente tattica. Nulla di tutto questo assicurano gli Stati Uniti ad Axios. In primo luogo c'è la tattica negoziale di Trump, spiega un funzionario della Casa Bianca: "Trump ha una mano aperta per un accordo, ma l'altra è un pugno che aspetta solo di colpirti sulla fottuta faccia". Per dimostrare la propria buona fede, gli Stati Uniti sarebbero intenzionati a includere nella delegazione il Vicepresidente J.D. Vance, sia in virtù del suo ruolo istituzionale sia perché non è considerato un falco in politica estera. Il tutto ruoterebbe attorno a una proposta in 15 punti che gli Stati Uniti hanno fatto pervenire all'Iran tramite il Pakistan. Il contenuto specifico dei punti non è noto, ma riguarderebbe il programma nucleare e missilistico, il supporto ai gruppi proxy nella regione, le sanzioni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine della guerra. Allo stesso tempo, però, continua la pressione militare e il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ieri ha dichiarato: "Noi negoziamo con le bombe".