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Pubblicato26 mar26/03/2026, 08:34
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#Israele, #Iran: La scorsa settimana, in un colloquio telefonico, Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno avuto opinioni nettamente differenti su cosa fare nei confronti di un possibile regime change in Iran. Il Primo Ministro israeliano, infatti, avrebbe voluto rilasciare un comunicato congiunto con Trump per invitare i civili a scendere per strada e protestare, un'idea rigettata da Trump. "Perché diamine dovremmo dire alle persone di andare per strada quando verrebbero semplicemente falciate via", ha risposto Trump. Nella giornata di martedì 16 marzo, Israele ha ucciso Gholamreza Soleimani, a capo della milizia Basij e considerato la persona che ha voluto fermare le proteste nel sangue. Contemporaneamente è stato ucciso anche Ali Larijani, capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran. Davanti al successo delle proprie operazioni, Netanyahu ha telefonato a Trump comunicandogli che il Governo iraniano era allo sbando e c'era ora l'opportunità di destabilizzarlo ulteriormente, proponendo quindi di rilasciare un appello condiviso e coordinato orientato a invitare i cittadini iraniani a scendere in piazza. Nel colloquio telefonico, Trump e Netanyahu avevano deciso di osservare se le persone sarebbero scese in piazza per conto loro per festeggiare il Festival del Fuoco. Ciononostante, Netanyahu ha deciso comunque di fare un appello agli iraniani: "I nostri aerei stanno colpendo i terroristi sul terreno, per le strade e per le piazze. Questo è pensato per permettere al coraggioso popolo iraniano di festeggiare il Festival del Fuoco. Quindi andate fuori e celebrate, noi vi guardiamo dall'alto". Pochi cittadini hanno partecipato pubblicamente alle celebrazioni. È ormai evidente come, da questo punto di vista, gli obiettivi della guerra contro l'Iran siano differenti tra Israele e Stati Uniti. Per Tel Aviv, il regime change è un obiettivo chiave, mentre non è così per gli Stati Uniti. Prima dell'inizio delle ostilità, Trump aveva paventato la possibilità che i cittadini iraniani avrebbero potuto rovesciare il Governo, ma da quando il conflitto è cominciato Trump sembra aver abbandonato l'idea. Qualche giorno fa, nuovamente, l'Ambasciatore israeliano in Washington, Yechiel Leiter, ha dichiarato alla CNN che l'obiettivo dell'operazione bellica è quello di far venire meno le capacità del regime di colpire l'opposizione: "Nella speranza che questo inneschi una reazione in cui le persone siano capaci di prendere in mano le loro vite. Penso che possiamo colpire dall'alto questo regime e farlo collassare. Gli unici boots on the ground devono essere quelli iraniani".