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Pubblicato31 mar31/03/2026, 10:24
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#Iran: La leadership iraniana avrebbe notevoli difficoltà a comunicare e non sarebbe in grado di incontrarsi dal vivo, non riuscendo dunque a prendere decisioni efficaci e a coordinarsi sugli attacchi di ritorsione, secondo quanto riferiscono le fonti di intelligence statunitensi e occidentali. Paranoia e confusione sarebbero il sentimento predominante, con il timore di avere le proprie telefonate intercettate dagli Stati Uniti e da Israele o di essere vittime di un attacco aereo. Se è vero che Donald Trump continua ad asserire che gli Stati Uniti stiano negoziando con un nuovo Governo, sembra che queste negoziazioni possano essere difficili con un Governo il cui processo decisionale è fortemente compromesso e in crisi. I negoziatori iraniani, ad esempio, potrebbero non essere pienamente a conoscenza dei punti su cui tenere il punto oppure fare negoziazioni. In questo contesto diventa difficile comprendere se ci sia qualcuno in grado di raggiungere un accordo e che, soprattutto, possa persuadere gli altri membri del Governo iraniano ad accettare il risultato delle negoziazioni. Il comparto militare, invece, continuerebbe a funzionare. Questo perché avrebbero messo a sistema un metodo decentralizzato che permette ai comandanti locali, nelle diverse regioni, di prendere le proprie decisioni anche in assenza di direttive day-by-day da Teheran. Comandanti locali che gli USA hanno colpito ma che, nonostante questo, continuerebbero ad essere in grado di operare. C'è chiaramente il rovescio della medaglia: la ritorsione iraniana non è stata ampia ed efficace come avrebbe potuto esserlo. Proprio questa mancanza di coordinazione non permetterebbe ai comandanti di dare il via ad attacchi "di massa", capaci di saturare le difese missilistiche. C'è poi l'interrogativo Mojtaba Khamenei: non è al momento possibile sapere quanto controllo abbia la nuova Guida Suprema, che non si è ancora fatta vedere in pubblico e che si ritiene essere ferito. Secondo alcuni funzionari dell'intelligence, Khamenei sarebbe più un simbolo che un decisore politico vero e proprio, e le decisioni sarebbero prese dalla leadership delle Guardie della Rivoluzione, che avrebbero ampliato la loro influenza. A questo punto, secondo alcuni funzionari dell'intelligence, la conclusione di un negoziato potrà essere raggiunta solo dopo che l'Iran avrà sofferto abbastanza danni economici dalla guerra, punto di rottura che non sarebbe stato ancora raggiunto. Da qui la minaccia di Trump di attaccare le infrastrutture energetiche.