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Pubblicato7 apr07/04/2026, 07:42
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#Ungheria, #Vance: Il Vicepresidente J.D. Vance è in visita ufficiale in Ungheria nel tentativo di salvare elettoralmente il Primo Ministro Viktor Orbán, che andrà a elezioni domenica prossima. Orbán e Vance terranno poi un comizio in uno stadio da 24mila posti e sarà l'opportunità di migliorare il proprio standing elettorale, oltre che di presentarsi come il principale alleato di Donald Trump in Europa. In fin dei conti, Orbán è sempre stato vicino a Donald Trump, anche negli anni in cui è stato lontano dalla Casa Bianca, facendo diversi viaggi a Mar-a-Lago, appoggiandolo anche durante la campagna elettorale del 2024. Secondo un funzionario dell'Amministrazione, ora è il momento di "restituire il favore, dimostrare che se sei stato con noi attraverso le difficoltà noi faremo lo stesso per te". In Ungheria, Donald Trump non è impopolare come nel resto d'Europa, in particolare quella occidentale, dunque l'endorsement del Presidente statunitense non costituisce il bacio della morte. Ma, allo stesso tempo, non garantisce nemmeno la vittoria, visto che i sondaggi premiano Péter Magyar, a capo del Partito Tisza, dalla fine del 2024 e che sta facendo una campagna sul sistema clientelare e di corruzione messo in piedi da Orbán nei suoi 16 anni di Governo. Vance non è il primo esponente dell'Amministrazione a cercare di salvare l'alleato. Già a febbraio ci aveva pensato Marco Rubio, ma secondo i sondaggi, il suo parlare dell'"età dell'oro" nelle relazioni politiche tra Stati Uniti e Ungheria non ha migliorato lo standing del Primo Ministro ungherese. Anzi, secondo alcuni sondaggi lo ha persino peggiorato. Sembra dunque che l'ultima speranza per Orbán sia la visita di Donald Trump in persona. Péter Krekó, Direttore Esecutivo di Political Capital, lo ha detto candidamente a Politico EU: "Tutti coloro che non sono Donald Trump saranno insufficienti a migliorare la popolarità di Orbán". Ma la visita di Trump sembra, in qualche modo, improbabile, anche perché esporrebbe il Presidente personalmente a una sconfitta elettorale di un alleato. La Casa Bianca, inoltre, ha spiegato che l'appoggio dell'Amministrazione nei confronti del Premier ungherese non è intenzionato a mandare un messaggio all'Unione Europea, bensì si tratta di qualcosa di più semplice, basato sulle relazioni personali e sulla condivisione "di molti valori". "Abbiamo bisogno di alleati in tutto il mondo che condividano i nostri valori e che vogliano lavorare con noi e avere buone relazioni con noi. Questo è il punto che vogliamo far capire: lavorare con gli Stati Uniti ed essere a noi vicini è una cosa positiva".