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Pubblicato4 ago04/08/2020, 12:03
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​I PAESI FRUGALI? Ma chi l'ha detto? Che cosa significa davvero “frugale”?🧐 Risalire all’etimo delle parole per comprenderne il significato non è solo un’indagine affascinante, ma è anche un’operazione utile che può aiutarci ad usare i vocaboli a ragion veduta, evitando imbarazzanti tranelli. È di questi giorni la discussione linguistica intorno alla locuzione “Paesi frugali”, utilizzata dal mondo della politica italiano che ha pensato, con questa espressione, di tradurre le parole inglesi “frugal countries”. In realtà l’aggettivo “frugale” in italiano ha un significato diverso rispetto al “frugal” inglese, il che non giustifica la traduzione letterale che se ne è fatta. La radice di frugale infatti va ricercata nel latino “frux” che significa frutto. Al genitivo diventa “frugis” e da lì è derivato il nostro aggettivo. Il significato ha a che fare con il cibo, infatti per noi la persona frugale è quella parca, che si accontenta di poco, che non eccede nel mangiare e nel bere. Per estensione anche un pasto può essere definito frugale, quando sulla tavola compaiono pietanze semplici e sobrie. Ma in inglese il significato di frugal è diverso: riferito ad un comportamento o a uno stile di vita, come nel caso di “frugal countries”, il termine significa “parsimonioso, economo” e non ha un uguale corrispettivo in italiano. Treccani lo ha messo subito in evidenza tirando le orecchie ai politici italiani e introducendo fra i neologismi 2020 l’espressione giornalistica “Paesi frugali” con relativi esempi.