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Domenica 24 marzo si é svolta presso il cimitero di San Pietro in Casale (Bologna) la commemorazione del Partigiano sovietico Abramov Anatolij, caduto il 27 dicembre 1944 dopo aver resistito ad un accerchiamento dei militari germanici. Anatolij Petrovic soldato dell'Armata Rossa originario della regione di Gorkij, é stato dato per disperso nel settembre 1944. É stato catturato dalla Wermacht e deportato in Italia, nella città di Bologna. Destinato ai lavori forzati nella zona di San Pietro in Casale, prende contatti con la 2a Brigata Garibaldi "Paolo". Concorda con i partigiani la sottrazione e il trasferimento di armi alla Brigata. Sorpreso dai tedeschi, ingaggia una battaglia impari e, pur di non essere nuovamente catturato, si lancia verso i militari germanici intonando l'Internazionale e lasciando scoppiare una granata che lo dilanierà assieme a 3 soldati del Reich. Il Presidente dell'Associazione Culturale Russia Emilia-Romagna, dopo aver osservato un minuto di silenzio per le vittime dell'attentato del 23 Marzo, ha tenuto un breve discorso commemorativo, rimarcando la continuità storico-politica tra la guerra di liberazione e l'Operazione Militare Speciale. Terminata l'iniziativa, il gruppo si é diretto, con l'aiuto della sezione locale dell'A.N.P.I. - al quale va il nostro ringraziamento - presso il "Casone del Partigiano", storico rifugio dei resistenti, situato nella zona in cui si é svolta l'ultima battaglia di Abramov. L'amicizia e la solidarietà internazionalista tra i nostri popoli non cesserà mai, nonostante la sudditanza delle istituzioni italiane alla Nato e all'Unione Europea.