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LA RIFORMA COSTITUZIONALE NORDIO-MELONI NON È UNA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, non accorcerà i processi, non migliorerà la giustizia. Anzi, per i cittadini peggiorerà perché aumenteranno i costi, riducendo le risorse per personale e infrastrutture informatiche che sono le vere carenze del malfunzionamento della giustizia. NON È UNA RIFORMA PER RIDURRE GLI ERRORI GIUDIZIARI perché non modifica le procedure dei processi, non aumenta il personale né le strutture d’indagine. Il famoso caso Tortora, prima accusato da pentiti di mafia e poi assolto per la falsità delle accuse, dimostra il buon funzionamento della Magistratura. NON È UNA RIFORMA PER SEPARARE LE CARRIERE. Ogni anno solo lo 0,5% dei magistrati chiede il passaggio tra carriere (di fatto già separate): la totale separazione si sarebbe potuta attuare tramite legge ordinaria e non con una lunga e onerosa riforma costituzionale. Inoltre con la divisione del CSM aumenterebbero i costi di funzionamento per tre organi anziché solo uno. NON È UNA RIFORMA PER LIMITARE LA FORMAZIONE DELLE CORRENTI, ma sfrutta un singolo episodio distorto (caso Palamara) per giustificare l’estrazione a sorte dei membri del CSM. Di conseguenza i magistrati verrebbero sorteggiati tra tutti gli appartenenti alla propria categoria, mentre la componente civile verrebbe sorteggiata da una lista decisa dal Parlamento, quindi dalla maggioranza. Avremmo così un gruppo eterogeneo di magistrati e un gruppo compatto di membri civili allineati con la maggioranza, ai quali sarà più facile prendere il controllo politico dei diversi CSM. Vorresti che nel tuo Comune il Sindaco e la Giunta fossero estratti a sorte tra tutti cittadini? Sostituire il sistema di elezione con il sorteggio annullerebbe il principio di Democrazia Rappresentativa, di libera scelta dei propri rappresentanti, svuotando di responsabilità i sorteggiati non eletti. ALLORA A COSA SERVE QUESTA RIFORMA? Serve a porre le basi per consentire il controllo della politica sulla Magistratura, per bloccare indagini scomode e sentenze in contrasto con la linea del Governo, quindi annullare l’autonomia della Magistratura e il suo operare esclusivamente nel rispetto della legge. Con un Parlamento già succube dell’Esecutivo, mettere tutto il potere nelle mani del Governo comporterebbe compromettere la democrazia dello Stato di diritto e ritornare al potere assoluto della monarchia feudale. Un governo autoritario, senza più controlli di legge e contrappesi istituzionali, continuerà a non occuparsi dei bisogni dei cittadini, ridurrà ancor più le risorse di sanità, scuola e pensioni per dirottarle verso un insensato programma di riarmo (5% del PIL), ridurrà gli organismi e gli spazi democratici, aumenterà la censura e la repressione di ogni manifestazione di dissenso. VOTA NO! Comitato Contro La Guerra Milano