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SULL’ATTENTATO TERRORISTICO A DARYA DUGINA: TRA PROPAGANDA E STRATEGIA DELLA TENSIONE A sei giorni dall'attentato terroristico compiuto nei pressi di Mosca, in cui ha perso la vita la giornalista russa Darya Dugina, una cosa è certa: non vi è traccia di alcuna ferma condanna da parte della diplomazia e della stampa occidentale, a differenza di altri atti di terrorismo avvenuti con simili modalità contro civili. Affermare che “la prima vittima della guerra è la verità” non è un modo di dire e in questo caso viene a mancare non solo la verità, ma anche il rispetto e la dignità, seppur nei confronti di un Paese considerato "nemico" in questa guerra che, è bene ricordare, fu originata dalle interferenze di Washington nell'inverno del 2013, con i disordini programmati di Euromaidan. CONTINUA A LEGGERE... https://www.facebook.com/comitato.milano.5/photos/a.773452456008814/5654425671244777/