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DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO MONDIALE DELLA PACE SULL'ATTACCO ISRAELIANO ALL'OSPEDALE DI GAZA World Peace Council, 19 ottobre 2023 Il Consiglio Mondiale della Pace (World Peace Council - WPC) esprime la propria indignazione e dura condanna per il recente attacco all'ospedale nella Striscia di Gaza palestinese, in cui sono morti centinaia di civili e molti altri sono rimasti feriti. Questo attacco israeliano costituisce un'atrocità senza precedenti del regime di occupazione di Israele contro il popolo palestinese il quale cerca impotentemente riparo e cure negli ospedali. Questa aggressione dimostra quanto ambigua e ipocrita sia l'affermazione del governo israeliano sul suo diritto a "difendersi". L'offensiva israeliana è in linea con l'occupazione pluridecennale delle terre palestinesi e con la negazione dei diritti inalienabili del popolo palestinese ad avere un proprio Stato. I governi degli Stati Uniti, dell'Unione Europea e dei loro alleati sono complici di questo crimine contro l'umanità, poiché appoggiano pienamente le pratiche del regime di occupazione, mentre negano de facto al popolo palestinese il diritto internazionalmente legittimo di resistere. Il WPC chiede la fine delle ostilità e dell'uccisione di migliaia di civili innocenti da entrambe le parti. Israele, in quanto Stato pesantemente armato e militarizzato, deve fermare l'aggressione. Il WPC ribadisce e sottolinea la sua richiesta di porre fine all'occupazione di tutte le terre palestinesi da parte di Israele e di istituire uno Stato indipendente di Palestina entro i confini precedenti al 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale. Chiediamo il rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi dalle carceri israeliane e il diritto al ritorno di tutti i rifugiati palestinesi secondo la risoluzione 194 delle Nazioni Unite. L'occupazione e l'ingiustizia non dureranno per sempre! La Segreteria del World Peace Council, 19 ottobre 2023 Fonte: https://www.facebook.com/worldpeacecouncil/posts/pfbid04MxhKezi1bvoWHP1zWqCGRu6tnTE7SFbuLTj8S1yLfnVKjfm8dJ8HNVMCvRhkkbfl Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano