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«Ieri ad HAITI sono sbarcati i primi quattrocento soldati del contingente di polizia internazionale che il Kenya invierà sulla metà isola. Si tratta del primo gruppo dei mille previsti. Haiti è la vittima sacrificale del colonialismo occidentale da tempi antichi. Lo Stato fu la prima repubblica nera e antischiavista, una rivoluzione decisiva, pari per importanza a quella francese, cinese o russa nella storia del mondo, ma dimenticata. Francia, USA ed europei hanno fatto di tutto per seminare il panico: embargo, isolamento e riconoscimento solo in cambio di una cifra astronomica in franchi francesi. Così la povertà diventò endemica. Gli USA hanno occupato l'isola per buona parte della prima metà del '900 tenendo in piedi governi fantoccio che permettevano la servitù della gleba; proprio come fecero in altri paesi centroamericani o dei Caraibi (ho studiato bene il Guatemala al riguardo). Nella seconda metà del '900, gli USA finanziarono con un fiume di denaro la dittatura di Papa e Baby DOC e quando a fine anni '80, con la fine della Guerra Fredda si arrivò alla democrazia, comunque gli USA proseguirono con le ingerenze. Haiti ha un'economia di estrazione: tutto da inviare negli USA a basso costo. Si sono susseguiti colpi di Stato e sbarchi stranieri; oggi gli USA danno questo incarico al Kenya, per evitare un'operazione dal sapore coloniale. Intanto a Nairobi scoppiano manifestazioni violente, con assalto al Parlamento, morti e feriti, contro gli inasprimenti fiscali voluti dal FMI (dunque dagli USA e dagli altri paesi del centro imperialista mondiale). (Da telegram di Gabriele Germani) Dovunque ti giri una disperazione di neocolonialismi e imperialismi agonizzanti ma sempre più pericolosi... e comunque quella del Kenya la chiamano "missione per la pace".» Tramite Maria Morigi (26/06/2024): https://www.facebook.com/maria.morigi/posts/pfbid02gEfTZ6RFj4fLLPQWqxGDN7wuwzf1FEGcrEsCpu8Bq5qKMAr4yCPbgYw7aqmmHBx5l