Contenuto
Più la guerra avanza, più si restringono gli spazi di democrazia e partecipazione. Più la speculazione avanza, più i palazzinari sgomberano. Partiamo da queste constatazioni per valutare quanto accaduto con lo sgombero del CSA Leoncavallo, non limitandoci alla semplice solidarietà, dovuta, nei confronti dello spazio e degli attivisti, a partire dalle Mamme Antifasciste, ma cercando di portare il nostro contributo politico. Il Leoncavallo ha rappresentato una storia importante del movimento milanese e nazionale, essendo stato il primo centro sociale occupato d’Italia. Nel corso degli anni la sua proposta di elaborazione e azione politica lo ha visto in prima fila su battaglie fondamentali per i lavoratori e la società italiana: dalle inchieste sull’eroina alle rivendicazioni dei diritti sociali e civili, le compagne e i compagni del CSA Leoncavallo si sono distinti proponendo una visione di società alternativa più giusta, pagando perfino con la propria vita la coerenza con gli ideali. Purtroppo nel corso degli ultimi anni queste caratteristiche sono andate a scemare, venendo sostituite da una visione diversa da quella originale che hanno visto lo spazio trasformarsi sempre più in un semplice luogo ricreativo, spesso utilizzato da partiti di centrosinistra per darsi una spruzzata di sociale. Ed è proprio sulla "spruzzata di sociale" che invitiamo a riflettere. Tale frase, emersa durante le indagini sul Sistema Milano, è l'emblema di come la Giunta milanese abbia gestito la speculazione edilizia in città avvalendosi di un'immagine finta progressista per agire in tutto e per tutto come il centrodestra nella sostanza: da qui la rinuncia al voto e l’astensione di larga parte dei ceti popolari. D'altronde, è lo stesso Manfredi Catella a parlare di continuità di politiche edilizie da Albertini a Sala ed il fatto che quest'ultimo sia stato il "city manager" di Letizia Moratti non fa altro che corroborare tale tesi. Dal momento in cui è del tutto evidente questa contiguità tra forze politiche che strumentalizzano temi cari agli elettori, la repressione da una parte e l'antifascismo dall'altra, riteniamo doveroso rimarcare la necessità di rompere con schemi che hanno di fatto disarmato coloro i quali hanno tenuto alto il conflitto per anni, portando a casa anche risultati importanti. Valutiamo inoltre superficiale paragonare sulla base del concetto di "legalità" l'occupazione del Leoncavallo con quella di CasaPound a Roma, laddove quest'ultima rappresenta in primis un grave esempio di ricostituzione di organizzazione neofascista, avversa quindi ai fondamenti della nostra Repubblica costituzionale. Il sostegno agli spazi di democrazia e di partecipazione, all'antifascismo autentico e alle politiche per il sociale senza prese in giro, sono la guida e le ragioni che ci portano ad aderire alla manifestazione nazionale "Giù le mani dalla città", indetta per sabato 6 settembre a Milano e che partirà alle ore 14.00 da Porta Venezia. Comitato Contro La Guerra Milano, 31 agosto 2025