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E' storico ciò che sta avvenendo nel nostro e in altri Paesi occidentali: di fronte al silenzio e alla complicità dei rispettivi governi riguardo al genocidio dei palestinesi, di fronte alla pressione politica delle Flotilla, milioni di persone sono scese in piazza per quattro giorni consecutivi. Soltanto nella manifestazione nazionale di Roma e a cui abbiamo partecipato ieri, sabato 4 ottobre, si sono contati 1 milione di manifestanti. Questo ampio coinvolgimento non è originato dalle forze partitiche all'opposizione le quali, seppur schierandosi gradualmente con le giuste ragioni della Palestina, oggi non sono in grado di costruire un fronte unitario di questa portata. Un insieme trasversale di partecipanti di ogni età, classe e provenienza politica, spinto da un consapevole senso etico, sta dimostrando di potersi organizzare in massa, prevaricando la narrazione e minimizzazione della cosiddetta stampa mainstream che da qualche settimana si trova costretta ad adeguare il proprio lessico sui crimini commessi da Israele. E' importante riconoscere il contributo delle piccole organizzazioni e dei mezzi di informazione alternativi che negli anni hanno saputo tenere vivo l'impegno, nell'isolamento e nelle difficoltà, sui temi dell'anti-imperialismo e dell'anti-colonialismo. Temi che ci riguardano da vicino oltre a quello umanitario, come il riarmo e il rischio di escalation sia in Medio Oriente che nell'Est Europa. Infatti la martellante propaganda imposta da Stati Uniti, NATO e UE cerca a tutti i costi di oscurare all'opinione pubblica la vera questione centrale: la guerra contro l'ascesa di un nuovo mondo multipolare il quale sostenga l'emancipazione e l'indipendenza di popoli che fino a poco tempo fa hanno conosciuto unicamente secoli di dominio e ipocrisia occidentale. Oggi, nel panorama internazionale, Stati Uniti, Israele e Paesi alleati sono i soli a negare il valore di questo processo storico. Riteniamo che questo sia soltanto l'inizio di una fase organizzativa che dovrà tenere alta l'attenzione popolare sul genocidio ancora in corso a Gaza, sulle missioni marittime in viaggio fra cui quella di Freedom Flotilla e sulle ripercussioni di un "piano di pace" che non può esistere senza il diretto coinvolgimento e la direzione delle forze politiche palestinesi. E anche qui, nel nostro Paese, dobbiamo riconoscere il fondamentale sforzo e lavoro politico delle organizzazioni palestinesi, le quali hanno dovuto resistere ai costanti tentativi di isolamento e divisione. A tal proposito invitiamo alla lettura del comunicato congiunto di oggi emesso da Unione Democratica Arabo Palestinese (UDAP), Giovani Palestinesi d'Italia (GPI), Associazione dei Palestinesi in Italia (API), Movimento Studenti Palestinesi in Italia e Comunità Palestinese in Italia: https://www.facebook.com/100064584434252/posts/1227608989401904/ Comitato Contro La Guerra Milano, domenica 5 ottobre 2025