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IL RITORNO DEL MILITARISMO GIAPPONESE NON SARÀ MAI PERMESSO Radio Cina Internazionale, 19 novembre 2025 Dopo l'insinuazione di Sanae Takaichi il 7 novembre riguardo a un potenziale intervento militare negli affari di Taiwan, il governo cinese ha sferrato un forte contrattacco contro le sue dichiarazioni provocatorie. In quanto grande potenza con responsabilità storiche, la Cina non solo salvaguarda la sovranità nazionale e l'integrità territoriale, ma sostiene anche l'ordine del dopoguerra e la pace regionale, costituendo un potente deterrente contro il militarismo giapponese. Quest'anno ricorre l'80° anniversario della vittoria nella guerra di resistenza del popolo cinese contro l'aggressione giapponese e nella Guerra mondiale antifascista. Le azioni di Sanae Takaichi negano direttamente i risultati di quella vittoria, sfidano l'ordine internazionale e minano la coscienza morale. Ciò rende le contromisure della Cina ancora più cruciali e necessarie. In sostanza, il “disastro causato dalla Takaichi” rappresenta l'inevitabile risultato dei continui tentativi delle forze di destra giapponesi di liberarsi dai vincoli della Costituzione pacifista nella loro ricerca dello status di superpotenza militare. A causa di fattori quali l'incompleta resa dei conti del dopoguerra, i cambiamenti nel panorama internazionale e le fluttuazioni economiche interne, il revisionismo storico ha continuato a crescere in Giappone, cercando vigorosamente di assolvere la nazione dalla sua responsabilità durante la guerra. Attualmente questa tendenza prevale in tutta la società giapponese, alimentando la rinascita del militarismo. Nel luglio di quest'anno, il Partito Liberal Democratico, a cui appartiene Sanae Takaichi, ha stretto un'alleanza con il partito di estrema destra Japan Innovation Party, proponendo di "modificare la Costituzione entro due anni". Ciò comporterebbe la cancellazione della clausola di "non mantenimento delle forze militari" dall'articolo 9 della Costituzione pacifista e l'aggiunta di una "clausola di emergenza", spianando la strada al Giappone per raggiungere la "normalizzazione militare". Da quando ha formato il suo gabinetto, la Takaichi ha perseguito senza sosta politiche avventate in tre settori: revisione costituzionale, rafforzamento militare ed espansione degli armamenti. Questa serie di sviluppi pericolosi ha suscitato una condanna diffusa da parte dei paesi vicini. La Russia ha recentemente affermato che la proliferazione delle parole anti-russe da parte del Giappone contraddice la sua dichiarata intenzione di normalizzare le relazioni con Mosca. Il governo sudcoreano ha presentato una solenne protesta contro la recente affermazione della Takaichi secondo cui l’isola di Dokdo (conosciuta come Takeshima in Giapponese) costituisce un "territorio ancestrale" del Giappone, sospendendo successivamente le esercitazioni militari congiunte tra Corea del Sud e Giappone previste per novembre. I media nordcoreani hanno pubblicato articoli che condannano il Giappone per aver rivelato il "volto spaventoso di una nazione guerrafondaia"... Le parole e le azioni provocatorie della Takaichi hanno suscitato la condanna unanime di diversi paesi vicini, un caso raro dalla fine della guerra fredda. Ciò dimostra che il Giappone è diventato una delle principali fonti di rischio che minacciano la pace nell'Asia orientale. Fonte: https://italian.cri.cn/2025/11/19/ARTI1763562265891790