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La mattina del 28 ottobre 1922 il re Vittorio Emanuele III, di fronte alla Marcia su Roma, si rifiutò di firmare il decreto di stato d’assedio, che era stato concordato la sera prima. Perché? La presa del potere da parte di Mussolini non avvenne per una deterministica necessità storica, ma per responsabilità morali precise: per l’incapacità della classe dirigente di allora di gestire la crisi politica e sociale di quegli anni agitati. Il tutto si concretizzò per vie «semilegali»: l’insurrezione fu «subita» passivamente dallo Stato e immediatamente dopo «legalizzata». L'articolo di Giovanni Sale S.I. https://www.laciviltacattolica.it/articolo/a-100-anni-dalla-marcia-su-roma/