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La solitudine non è di per sé un male. Essa infatti mostra la verità dell’essere umano come creatura bisognosa di Assoluto; la sofferenza che questo comporta, se accolta come la verità di sé stessi e non come una maledizione, può consentire di vivere relazioni solide e profonde: anzitutto la relazione con il Signore. La solitudine presenta aspetti molteplici, che possono renderla desiderata o temuta. Da qui l’importanza di capire come e quando essa, da condizione di verità, possa diventare tossica. L'articolo di Giovanni Cucci S.I. https://www.laciviltacattolica.it/articolo/solitudine-e-disagio-del-prete-un-problema-strutturale/