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Gli osservatori politici sostengono che la Turchia sia con e contro tutti; che in ambito internazionale svolga una politica «levantina». Riuscirà, nei prossimi anni in cui Erdoǧan sarà capo di Stato, a mantenere intatta tale posizione? Certo, la fase storica che stiamo attraversando le consente di portare avanti tale strategia di azione, ma fino a quando? Un dogma mai sconfessato della politica estera turca è scegliere le «amicizie» e le proprie alleanze sulla base dei propri interessi. Ma fino a che punto una potenza regionale quale è la Turchia, debole sul piano economico, può farlo? E a quale costo? L'articolo di Giovanni Sale S.I. https://www.laciviltacattolica.it/articolo/la-turchia-e-le-elezioni-di-maggio-2023/