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Dopo essere stata nominata parola dell’anno nel 2016, la «post-verità» è stata oggetto di molteplici e variegate analisi. Esplorando la tesi di Timothy Snyder, secondo cui essa apre le porte al fascismo, nell’articolo si cerca di difendere la prospettiva realista, per la quale la verità riguarda una corrispondenza tra ciò che il soggetto pensa e i fatti oggettivi: una realtà che è indipendente da qualsiasi costruzione soggettiva. Da un lato, si argomenta che è possibile parlare di «post-verità» solo partendo da questa concezione realista. Dall’altro, si sostiene che tale concezione apre lo spazio per un dialogo fraterno tra persone di diverse ideologie o credenze. Ma soprattutto, quando muore la verità, chi ne sente la mancanza? L'articolo di Andreas Gonçalves Lind S.I. https://www.laciviltacattolica.it/articolo/quando-muore-la-verita-chi-ne-sente-la-mancanza/