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Analizzando le Scritture, si scopre che la tensione tra l’apertura universale e il particolarismo ebraico, in special modo nell’Antico testamento, riflessa anche nel cristianesimo nascente, si scioglie quando i romani, nel 70 d.C., distrussero il tempio di Gerusalemme. Ebrei e cristiani dovettero salvare la loro eredità spirituale nelle loro Sacre Scritture. Fu il potere straordinario del loro cosmopolitismo a rendere la Bibbia letteratura mondiale nel vero senso della parola. Leggi l'abstract dell'articolo di Dominik Markl S.I. https://www.laciviltacattolica.it/articolo/luniversalismo-della-bibbia/