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CONTINUATO DI IERI: “Davanti cruchi, crovati e ungaresi duri fa la pria de drio boemi moli come la coa del can” letteralmente davanti austriaci, ungheresi e croati duri come la roccia (combattivi) dietro i boemi che non volevano più lottare. Che ricorda la frase di Diaz sulla crema catalana al fronte la crosta di caramello resistente dietro il budino molle. MOTIVI UCRAINI La resistenza metro per metro, che a noi pare irrazionale, ha comunque delle motivazioni: 1) È assolutamente disagevole perdere le linee fortificate in 10 anni con casematte anche in cemento armato, più linee di difesa consecutive, città fortezza, strutture, magazzini, depositi, arsenali, strade ecc preordinate. Senza contare che viene persa la continuità dei settori difensivi e le posizioni geografiche più appetibili. Nel momento in cui non si combatte più da una trincea in cemento con lamieroni e bunker sotterranei, ma da sotto un trimo de salgari (un filare d’alberi) la tattica russa di fare tanti morti dalla distanza migliora molto: con TOS, termobariche, bombe a frammentazione ecc a lavorare meglio. 2) Ci sono poi motivi di politica interna, oltre al peso dei banderisti che non accetterebbero cedimenti, noi non conosciamo la reale saldezza del paese, l’Ucraina ha 35 anni ed è sempre stata divisa in fazioni politiche. I decisori ucraini possono nutrire dei dubbi. Un arretramento, anche controllato, potrebbe portare al liberi tutti e alla notte dei lunghi coltelli per tensioni al momento compresse. 3) La politica internazionale e l’opinione pubblica occidentale al momento drogata dalla propaganda subirebbe un contraccolpo da ritiri ripetuti e preventivi e quindi diventerebbe meno prodiga di aiuti. 4) Un ritiro oltre il Dniepr risparmierebbe uomini e offrirebbe una linea difensiva arcigna, anche per la riva destra più alta, ma verrebbe perso il grosso della ricchezza del paese, compresa mezza capitale e il valore strategico attribuito dagli occidentali all’Ucraina scemerebbe di colpo. La stessa ideologia del nazionalismo ne sarebbe danneggiata riducendola a fenomeno regionale. Tutte queste ragioni spingono gli ucraini a dissanguarsi metro per metro offrendosi anche alla tattica russa della puntura d’insetto che li vede punzecchiare, anche con azioni minime, un po' ovunque al solo fine di tenere le trincee nemiche farcite di soldati più facili da colpire. ✍🏻Andrea