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Il turismo di massa è pensato per essere implicitamente complice di Israele? Oggi mentre entravo all'Acquario di Valencia ero turbato. Gente felice e allegra: famiglie mononucleari, giovani per festività pre-matrimoniali o compleanni, pensionati olandesi o staunitensi coi sandali, tutti in fila ad ascoltare musichette pop e scattare foto con filtri ad ogni cosa. Mi causava disagio pensare che mentre questo sciame di consumatori faceva esperienze (che poi sono le stesse multinazionali, persone e cibi che trovi in una qualsiasi città europea di provincia), a Gaza ci sono 200 mila morti, un milione di bambini e adolescenti prossimi alla morte per fame. C'ero anche io eh, un po' perché non sono un moralista, un po' perché non posso far vivere le mie nevrosi alla mia famiglia. Le battaglie politiche devono essere pensate per tutti e non solo per i "fissati" come me, un boicottaggio funziona se lo facciamo tutti, non se lo fanno 300.000 fissati in Europa. Purtroppo le alternative di bevande e cibo erano prevalentemente complici del genocidio, di marchi che investono o fanno affari in Israele. La scelta è stata chiaramente quella di evitarli in ogni acquisto. Mi chiedo però quanti possano fare una scelta simile e ne abbiano la consapevolezza. Ricordiamocelo ora che arriva la bella stagione, il genocidio non va in vacanza.