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@gabgerm

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Pubblicato16 giu16/06/2025, 18:47
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LA PERSIA ATTRAVERSO I RESOCONTI DEI BAILI Riprendo la questione già toccata a proposito della base missilistica ieri. Ad onta dei disfattisti non posso che ricordare le testimonianze che i Baili Veneziani presso la Sublime Porta riportavano nella Capitale raccogliendo informazioni, pettegolezzi, memorie, impressioni e ricordi della corte ottomana a proposito dei conflitti che ebbero con i persiani durante la più fulgida stagione dei Safavidi persiani a cavallo tra il ‘500 e ‘600, ma anche successivamente. I Vizir ottomani (in questo caso si tratta del Serraschiere delegato dal Sultano a guidare l’orda) che in molti casi riuscivano a sconfiggere l’esercito nemico nella battaglia campale o riportando le parole precise “infrangiamo il pugno persiano, ma ben lungi da risultare un colpo definitivo le unità inferiori che lo compongono, come dita, restano vitali e organizzate: salgono sui monti, presidiano i passi, bloccano le vie, attaccano i rifornimenti e le retroguardie, attendono il momento di disattenzione e tornano a lottare. [Con tigna turca il testimone non può che aggiungere] la Persia può essere vinta, ma con uno sforzo e tempi insostenibili”. La natura policentrica e in un certo senso tribale dello stato del Re dei Re consentiva questa particolare elasticità e autonomia militare. Accanto a questo lo spirito di sacrificio tipico dello sciismo e la capacità di rinunciare a territori pericolosi facendo terra bruciata come in Armenia orientale (a differenza dei turchi guerra o non guerra gli armeni li hanno spostati senza danno e con cortesia ad Isfahan nel 1600 non nel 1900…). Malgrado perdite dolorose come la Mesopotamia o l'Afghanistan, l’altopiano iranico è riuscito a conservare l'impero. ✍🏻Andrea Alexandro Nałeto