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@gabgerm

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Pubblicato28 giu28/06/2025, 13:05
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Jinnah sostenne l'unità tra indù e musulmani , contribuendo a plasmare il Patto di Lucknow del 1916 tra il Congresso e la All-India Muslim League e fu uno dei protagonisti dell’All-India Home Rule League, movimento politico dell'India britannica, simile al gruppo di pressione per l'Home Rule irlandese e ad altri movimenti per l'autonomia locale dell' impero inglese. Il movimento durò più o meno due anni, tra il 1916 e il 1918, e ha aperto la strada all'indipendentismo indiano. Era rivolto soprattutto agli indiani istruiti di lingua inglese appartenenti alle classi superiori. All' apice della sua collaborazione col P. del Congresso Jinnah propose un piano di riforma costituzionale in quattordici punti per salvaguardare i diritti politici degli islamici del subcontinente indiano. Nel 1920 Jinnah si dimise dal Congresso quando il partito accettò di seguire una campagna di satyagraha (resistenza passiva non violenta) più incisiva, che lui considerava anarchia politica. La rottura completa avvenne nel 1928 a seguito della pubblicazione del Rapporto Nehru, che era un memorandum della Conferenza di tutti i partiti dell'India britannica per chiedere un nuovo status di Dominion e un assetto di governo federale per la costituzione dell'India futura. Chiedeva l'istituzione di collegi elettorali congiunti con seggi riservati per le minoranze nelle assemblee legislative, ma Jinnah lo interpretò come discriminatorio verso gli islamici, chiedendo invece un ritorno al patto di Lucknow, al rifiuto di tale richiesta si allontanò dal Congresso ed emigrò a Londra. Tornò solo nel ‘34 per assumere la presenza della Lega musulmana che guiderà sino al raggiungimento dell' indipendenza pakistana. Invero già a fine ‘800 Jinnah aveva perorato la causa di uno stato musulmano separato incontrando però l’opposizione di Ghandi L’ 11 agosto 1947 Alí, presiedette la nuova assemblea costituente per il Pakistan a Karachi e si rivolse ai costituenti con queste parole: "Siete liberi; siete liberi di andare nei vostri templi, siete liberi di andare nelle vostre moschee o in qualsiasi altro luogo di culto in questo Stato del Pakistan ... Potete appartenere a qualsiasi religione, casta o credo: questo non ha nulla a che fare con gli affari dello Stato ... Penso che dovremmo tenerlo presente come nostro ideale e scoprirete che col passare del tempo gli indù cesseranno di essere indù e i musulmani cesseranno di essere musulmani, non in senso religioso, perché questa è la fede personale di ogni individuo, ma in senso politico come cittadini dello Stato". Malgrado il discorso laico risulta avesse già assunto da anni le posizioni più islamiste della linea politica di Mohamed Iqbal, leader schierato per una politica musulmana decisa. Il paese progettualmente debole caratterizzato da un unico fiume importante circondato da territori brulli che lo separano dalla grande pianura indiana. Nelle intenzioni, ed il discorso non del tutto sincero di Jinnah portano a pensarlo, la dirigenza del futuro paese puntava a conservare uniti gli importanti stati del Punjab e del Bengala, al fine di rendere vitale il moncone di india musulmana. La spartizione delle province ruppe queste speranze come il rifiuto di Nehru di creare un Bengala indipendente, progetto proposto dalla famiglia Chandra Bose, grande protagonista della lotta di liberazione dell’India, ma visto con favore dai Pakistani che contavano sulla prevalenza dell' elemento musulmano (circa 60 a 40) per modificarne lo status successivamente. La politica inglese nel sub continente, nonostante abbia mostrato repentini cambi di indirizzo, che fanno pensare a comportamenti ondivaghi, nei fatti ha sempre portato avanti un unico fine: la frammentazione della colonia ritardando la lotta di autodeterminazione e lo sviluppo autonomo del paese. Con politiche di divide et impera tra islamici ed indú e con le altre minoranze, puntavano a prolungare il controllo coloniale.