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Ancora più complicata la storia dell'enclave di Gwadar con la sua regione circostante, che sono rimaste sotto il controllo del Sultanato di Muscate e Oman, come dominio d'oltremare, dal 1783 al 1958, quando il Pakistan acquistò la zona. L’integrazione alla provincia del Belucistan però avvenne solo nel 1970, come distretto di Gwadar. Anche l’India si affidò ad una svolta di tipo militare nell'Hyderabad, che si trovava nella posizione opposta al Jammu e Kashmir in quanto a maggioranza indù, ma governato da un Nizam sunnita che aspirava all'indipendenza o in subordine all'incorporazione nel Pakistan, ma data la posizione incomoda al centro del Deccan l’India lo occupò celermente. Nel Jammu e Kashmir il principe era indù a fronte di una maggioranza musulmana e optò per l’India. Come nel caso del Belucistan o dell' Hyderabad era intenzione del principe mantenere l’indipendenza, ma l’intervento di “volontari”e milizie tribali dal Pakistan spinse il Maharaja ad aderire all'India, o meglio l’India pretese l’adesione in cambio dell'aiuto militare. La campagna militare portò alla complicata situazione odierna di una provincia divisa in due, ma irrinunciabile per ambedue i contendenti per la posizione strategica, le risorse idriche e questioni di principio. (Sulla questione kasmira e soprattutto della sua fase di avvitamento successiva al 1989 si tratterà più avanti). L’India seppur segnata dalla povertà e dalle conseguenze della partizione aveva conservato una certa coerenza statuale, economica e sociale, diventando l’erede del Raj britannico. Fu poi guidata da una classe dirigente di buon livello, eredità della cultura britannica. Forse le istituzioni sono l’unico elemento rimarchevole dell'imperialismo britannico, sempre guardato con eccessiva indulgenza, ma foriero di terrificanti divisioni etno religiose interne alle ex colonie, e attraverso il sistema dell' indirect rules alla formazioni di popoli disarticolati (quando una nazione ha più poteri a cui rispondere -coloniali,locali ecc- subisce un’alterazione dello sviluppo della coscienza nazionale, divenendo un soggetto politico più scadente). Dall'altra parte il Pakistan a causa della divisione delle regioni più interessanti si trova in una situazione economicamente più precaria. La presenza di forti maggioranze islamiche in aree agli antipodi del subcontinente porta alla formazione di due Pakistan quello occidentale più grande e percorso dall' Indo e quello orientale, il Bengala orientale oggi Bangladesh alla foce del Gange e Brahmaputra. Le due entità oltre che geograficamente sono distanti economicamente con il Bengala nettamente più ricco grazie alle colture specializzate, in particolare di Iuta e usato come fonte di reddito per il resto della nazione, ma politicamente marginalizzato con il potere concentrato nella parte occidentale, con anche una sensibilità politica piuttosto diversa. Discriminazioni linguistiche, politiche ed economiche hanno segnato il rapporto tra i due Pakistan separati da 1600 km. Una situazione che sfocerà in uno stato di sudditanza e repressione, che porterà alla nascita di un movimento bengalino prima autonomista, ma che a causa della brutale repressione occidentale virerà presto in una lotta di liberazione nazionale segnata da spaventosi massacri. All'apice dei quali si arriverà all' indipendenza del Bangladesh nel 1971 grazie all'intervento indiano che vede la brutale sconfitta dei pakistani occidentali con la cattura dell'intero corpo di occupazione del Bengala non caduto in battaglia, poco meno di 100k soldati. Quando in seguito ai recenti accadimenti bellici, ho suggerito una maggiore attenzione ed un uso di grano salis nello sposare le versioni dei contendenti è perché ambedue le nazioni hanno uno storico di balle belliche da fare impallidire l’Ucraina, per esempio la guerra del ‘71 sui libri scolastici pakistani passa per una vittoria o da parte indiana le frange nazionaliste presentano la sconfitta nella guerra Sino-indiana per il Ladakh come solo colpa di Nehru. (Continua) ✍🏻Andrea