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La morte del fondatore Jinnah quasi contemporanea all'indipendenza e la debolezza della classe dirigente aprì la strada ad un fenomeno tipico del paese: la supplenza militare, con l'esercito a ricoprire un ruolo anche politico esorbitante. Il Pakistan trovò il proprio mito fondativo nel ruolo di paese guida del mondo islamico, che però nei fatti nessuno gli attribuisce, nella stessa umma i pakistani sono guardati con sufficienza, come i parenti pezzenti. La militarizzazione della società e l'idea di ricoprire un ruolo guida nel mondo musulmano, arrogandosi il ruolo di protettori degli islamici sotto il controllo di altri paesi ha incancrenito il rapporto con gli indiani, che invece, almeno sino all'avvento dei governi del BJP e l'imporsi dell' hindutva di Modi, a differenza del Pakistan, aveva riconosciuto il proprio status di nazione plurietnica e plurireligiosa. Le tensioni tra i due paesi erano e sono una cifra costante della geopolitica regionale. Una situazione esacerbata dalle politiche indiane della repressione in kashmir (dal 1989) con un aumento di scala a causa delle politiche discriminatorie del BJP verso i musulmani e dall'altro lato l’affidarsi sempre più alla guerra asimmetrica dopo la batosta del ‘71, che ha finito per dare adito alla reazione di Delhi in Kashmir creando un circolo vizioso di botta e risposta. Accanto a questo il poco gradito avvicinamento cino-pakistano che ha aumentato il senso di accerchiamento dell'India, eredità della sconfitta nel Ladakh. (Continua) ✍🏻Andrea