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Ogni società ha organizzato il lavoro e questo è associato a una divisione della società per classi o per gruppi etnico-religiosi (caste, schiavitù degli stranieri, ecc). I sistemi di lavoro erano dei modelli -nel mondo premoderno- quasi chiusi al cui interno si produceva gran parte dei propri beni materiali. Questi sono di tre tipi: 1- Minisistemi: gruppi con nulla o scarsa agricoltura, governati su clan e produzione domestica, estensione esigua; 2- Imperi-mondo: un governo unico amministra vasti territori, la ricchezza viene gestita attraverso tassazione o tributi, burocrazia e esercito svolgono un ruolo determinante; 3- Economie-mondo: modello dinamico, con grande conflittualità economica orizzontale (tra aziende dello stesso settore) e verticale (tra classi), ricchezza e tecnica si muovono velocemente, l'economia unisce un gruppo di entità politiche separate e in competizione. Gran parte della storia umana è stata occupata da mini-sistemi, solo con la svolta neolitica (quindi l'agricoltura), una parte dell'umanità iniziò a uscire da questo gruppo. Lentamente gli imperi e le economie-mondo conquistarono il globo, fino ad arrivare al '500, quando il mondo iniziò quel processo che ci porta all'oggi: la costruzione di unica economia-mondo planetaria. Wallerstein in "Capitalismo storico e Civiltà capitalista" pone una delle grandi domande della storia umana: perché l'economia-mondo dell'Europa dell'500 non solo non morì, ma si estese agli altri continenti? Calcola, quasi matematicamente, che le precedenti economie-mondo e mini-sistemi avevano una durata di circa sei generazioni. Finivano poi minacciati e assimilati da un qualche impero-mondo sorto da dentro (un soggetto politico prevaleva) o dall'esterno. Esempi: 1) Conquista interna: Gli Aztechi prevalgono sugli altri gruppi mesoamericani. 2) Conquista esterna: La Spagna conquista gli Aztechi. Fu il fallimento di Carlo V nell'unificare il continente europeo a far prevalere l'economia-mondo? Forse sarebbe più corretto dire che fu il capitalismo: i principi tedeschi e le città olandesi diedero difesero la loro libertà di coscienza, si animarono per difendere il diritto di non pagare le tasse, confiscare i beni alla chiesa o commerciare con chi preferivano. Nell'arco di qualche generazione si passava dall'epoca dei cavalieri a quella dei pirati (che in finale erano dei piccoli imprenditori pronti a navigare nel mercato mondiale). Le battaglie metafisiche che avevano occupato la testa di mezzo Medioevo continuarono ad animare buona parte dei ceti popolari, dei contadini, le zone periferiche, ma il destino era segnato.