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Partendo comunque dal presupposto, per me fondamentale, che Formosa non valga le ossa di un Granatiere di Pomerania e che le varie infrastrutture e basi militari siano soprattutto una deterrenza all'avvio di una operazione o meglio ancora un incentivo all'impegno degli ascari, detti più carinamente paesi proxy, come è stata appunto l’Ucraina rispetto alla Nato, che facciano da fusibile per l’impero senza che questi riceva direttamente la pressione dei cinesi. La solita guerra per interposta persona che vedrebbe Pechino coinvolta in una lotta con i picciotti, che invero, Filippine a parte, al momento sono alquanto neghittosi. Voglio comunque entrare nel ragionamento naffico per tentare di analizzarlo. 1)Sarà difficile sbarcare, per una questione di coste scoscese e rocciose verso ovest, per i sistemi antinave taiwanesi e la resistenza degli isolani. -Verissimo uno sbarco è una brutta gatta da pelare, ma la vera questione è perché devono sbarcare? Ci hanno fatto la testa quadra con questi droni: e il Nagorno, e la guerra russo-ucraina, mentre ora basta? L'enfant prodige dei campi di battaglia non vale in Asia? La Cina che produce milioni di droni di ogni dimensione e forma, all'avanguardia assoluta nel settore, che per una sagra ti disegna in cielo uno scaravaso con 10/20/30mila droni coordinati, mentre in guerra non li dovrebbe usare? Portano dei mezzi portadroni a distanza utile, come abbiamo visto i velivoli inanimati stanno in container industriali che si possono caricare su qualunque carretta e da lì li liberano siano essi a fibra ottica o comandati a distanza e praticamente ogni singolo soldato taiwanese avrà il suo drone dedicato! Postazioni, caserme, antiaerea, mezzi, gruppi, anche minimi, di soldati non avranno scampo. Il confronto è con un paese con un potenziale industriale inimmaginabile, non si parla di Ucraina e Russia con qualche migliaio al giorno (piccoli e grandi), ma valanghe. Quindi non sarà uno sbarco, dopo un trattamento simile ci possono mandare anche i vigili altro che sbarco. Non si comprende perché questi esperti colgano la novità, la rilevino, ma immancabilmente poi si riducano ad una predizione arcaica. Innovazione più massimo produttore del settore, ma quale dovrebbe mai essere il responso? 2) L'intervento americano con le loro flotte, il supporto antinave a distanza per impedire il blocco e il sostegno all'isola renderanno la lotta dura. -Senza alcun dubbio, ma il ragionamento presenta più falle. Innanzitutto evitare il blocco presumerebbe un’azione di forza volta ad impedire l’assedio che difficilmente potrebbe essere demandata solo ai galoppini per l’enorme necessità di mezzi e sistemi da impiegare. L’interdizione alla flotta cinese sarebbe il corrispettivo di una no fly zone, ma sul mare quindi un’azione di guerra sfacciata. Nell'assurda ipotesi dell'intervento diretto, assurda perché per fare questo passo a Washington dovrebbero supporre di non subirne le conseguenze, che sarebbe un una pura mano di poker e all’ultimo pokerista geopolitico che ricordo, nella mano di Danzica hanno voluto vedere le carte e non è filato tutto liscio. Contrariamente a quello che si crede gli Usa sembrano folli, ma hanno un istinto di sopravvivenza ed una capacità di calcolo che non deve mai essere sottovalutata. Quelli sono l’araba fenice il modo di rifarsi lo troveranno sempre, sognare che si estinguano per magia è solo un sogno. Addentrandoci nel non sense Nafo quindi gli americani dovrebbero tirare sulla navi di Pechino da basi circonvicine presso i satelliti asiatici e comunque sotto tiro dei vettori cinesi. Non paghi porterebbero le squadre navali americane in area operativa; e qui abbiamo un nuovo corto circuito logico, navi strategiche, che in questa situazione sarebbero in pericolo, ma al contempo essendo strategiche se affondate potrebbero portare ad una risposta nucleare.