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Da qualche giorno sto leggendo "Un genocidio annunciato" di Chris Hedges, un libro essenziale per capire cosa sta accadendo in Palestina. Anche questo testo è edito da Fazi Editore che sulla questione palestinese fa ormai da tempo un lavoro enorme e prezioso per i lettori e gli attivisti italiani. A colpirmi è stata l'intricata tela dei rapporti tra lobby israeliana e classe dirigente occidentale. Dico "classe dirigente" e non "politica", perché si tratta di un fenomeno trasversale, collegamenti che mettono in rete le imprese, in particolare quelle tecnologiche, il mondo della pubblicità, della comunicazione e anche la politica. Leggendo, ho capito come funziona la "schedatura" tecnologica: pochi minuti (secondi?) dopo che lo avrò pubblicato, questo post sarà automaticamente segnalato dall'algoritmo (formula capestro che ormai usiamo per tutto e nulla) a un gruppo di "analisti" umani, i quali di volta in volta daranno una sorta di etichetta per gravità, oltre una certa soglia verrà attivata una pre-allerta. Le autorità israeliane hanno accesso ad informazioni sulle opinioni, i post social, le simpatie politiche di cittadini occidentali (inclusi quelli di serie A: Regno Unito e USA). Nel libro più volte, si riporta una curiosa (e seria) opinione: cosa direbbero politica e media se a spiarci fossero il governo iraniano o russo? Intendiamoci, non parliamo di nessun complotto plutocratico, il problema non è etnico o religioso, ma di carattere economico-politico. In Occidente, a Washington, Bruxelles, Londra, a Roma, la politica si fa con i soldi (tanti) e le scelte politiche sono dunque foraggiate dal migliore offerente. La lobby israeliana non è diversa da quella delle armi, del tabacco o dei fondi finanziari che parassitano l'economia reale. Tel Aviv ha capito che era più conveniente investire in sviluppo e ricerca (record tra i paesi sviluppati), legare il tutto al settore militare, usare i palestinesi come cavie pubblicitarie e elargire favori a tutta la politica occidentale. La cosa è così radicata che lo stesso Netanyahu ha un processo per favori e scelte politiche ad alcuni suoi amici tra registi ed editori. Continuare ad informarci, a leggere libri come quello di Hedges è necessario, per avere gli strumenti idonei, così come è necessario supportare progetti editoriali dedicati come quello di Fazi Editore.