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@gabgerm

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Pubblicato27 lug27/07/2025, 14:05
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Il flusso di profughi crebbe ancora in occasione dell' invasione longobarda del VII sec, buona parte dei centri lagunari attuali o scomparsi: Torcello, Murano, Burano, Mazzorbo, Ammiana e Costanziaco ecc. datano da questo frangente, mentre Rivo alto dovrebbe risalire al V sec. (Il natale di Venezia, piuttosto mitico invero, rimonta al 25 Marzo 421) ma era un centro minore. Testimonianza della vita lagunare di allora è una nota lettera di Cassiodoro che parla di gente che si ciba soprattutto di pesce, che produce sale, utilizzato persino come merce di scambio e dove ogni famiglia possiede una barca che utilizza negli spostamenti, analogamente a quanto si fa con i cavalli in terraferma, le abitazioni "ricordano i nidi degli uccelli marini", costruite tra i canneti o addirittura galleggianti sull'acqua; per i cinefili, immaginate più o meno il villaggio di Bertoldo e Marcolfa in "Bertoldo Bertoldino e Cacasenno” Politicamente l’area, in seguito alle campagne di Giustiniano contro i goti, fu sottomessa, sebbene con una certa autonomia, all'Impero Romano d’oriente e vi rimase anche quando il resto del Veneto fu assoggettato ai Longobardi, restando un’isola orientale in un mare occidentale barbarico. Le isole lagunari erano rette a ducato dipendente dall'Esarcato di Ravenna, ma l’autorità imperiale ben presto entrò in crisi. Gia dalla seconda metà del VII secolo, subendo la pressione delle aristocrazie locali autonomiste ed il protagonismo politico della Chiesa di Roma, l'Italia bizantina si frammentò in una serie di ducati autonomi al di fuori del controllo effettivo dell'esarca, la cui autorità ormai non si estendeva al di là del Ravennate. Contrasti di natura fiscale e religiosa tra Papato e Bisanzio accelerarono il disfacimento dell'esarcato, mentre le armate, reclutate tra la popolazione locale, non esitavano a rivoltarsi contro all'esarca se nascevano contrasti con gli interessi locali ed il pontefice. Con la caduta definitiva dell' esarcato conseguente alla conquista longobarda di Ravenna nel 751 il Ducato della Venezia si costituì a vita autonoma fissando la sede governativa prima a Cittanova, poi a Eraclea ed infine a Malamocco, da dove fu arrestata l’avanzata dei Franchi di Carlo Magno. In realtà nel Ducato si era creato una stato di guerra civile tra filo bizantini e il partito filo franco del Duca Obelerio, ma che si dimostrò ondivago quando giunse la flotta dei bizantini in laguna. Equilibrismo che non lo salvò tanto che fu poi scalzato con il trattato franco-bizantino di Aquisgrana (811-814), (poi confluito nell’840 nel pactum Lotharii, più volte rinnovato dagli imperatori occidentali) seguente la vittoria navale dei Veneziani del canal Orfano. Con l'elezione a Doge di Angelo Partecipazio i Veneziani si liberarono dei filo Franchi e giurando fedeltà a Costantinopoli ottennero la conferma dell’autonomia allontanando al contempo l’altro impero. Più tardi per ragioni di sicurezza la sede politica fu posta a Rialto, dove fra il IX e il X sec. veniva costituita la civitas, che fu prima civitas Rivoalti e poi civitas Venetiarum. Regolati i rapporti esterni ed interni, la città, superata la stagione arcaica descritta da Cassiodoro, fiorì grazie agli intensi traffici mediterranei specialmente con Bisanzio e l’Oriente. Mentre nell 828, per riaffermare il ruolo autonomo rispetto al patriarcato di Aquileia dipendente dall’impero occidentale, veniva trasportata in Città da Alessandria d’Egitto la reliquia di San Marco Evangelista, proclamato patrono di Venezia, accanto al precedente, San Todaro di memoria bizantina. *Continua ✍🏻Andrea