TGTGInsightintelligence telegramLIVE / telegram public index
← Capibara Media
Capibara Media avatar

TGINSIGHT POST

Post #2824

@gabgerm

Capibara Media

Visualizzazioni515Numero di visualizzazioni
Pubblicato30 lug30/07/2025, 10:48
Contenuto del post

Contenuto

Quindi da una parte Venezia ricercava la libera navigazione e il privilegio/supremazia sul commercio di lunga distanza che si erano già affermati nel corso del X sec. e che divennero manifesti con la Crisobolla del 992 e la creazione delle basi navali intermedie nell'anno 1000. Successi che garantirono il dispiegamento del pieno potenziale commerciale della Città permesso innanzitutto dalla flotta, dalle basi marittime, con forze di intervento rapido per interventi emergenziali e dall’affermazione tecnologica navale poi diventata supremazia con la nascita dell'Arsenale, decisivo per la creazione del suo impero marittimo. Malgrado la fine dell' Impero Romano d'oriente nel 1453 la dottrina navale Orseolo e le sue filiazioni terricole rimasero sino alla data della Dormizione della Repubblica nel 1797. Dall' altro lato Venezia assecondò le costanti geopolitiche che la seguirono pressoché per sempre: l’equidistanza dai due imperi, riconoscendosi gemmazione, ma non in rapporto di subordinazione, di quello orientale in decadimento e al contempo intrattenendo rapporti corretti, ma guardinghi, con quello occidentale, ottenendo così quella sorta di pienezza dei poteri che non sarà mai di nessun altro stato sotto le Alpi, se non il Papato che però introiettava su di sé anche una visione universale e non solo statuale. Venezia era potere autonomo che non dipendeva né dal Papa, come potevano essere gli Este o i Montefeltro, o dall'Impero come i Medici o i vari signori di Milano. I due poteri universali sul resto della realtà subalpina godevano invece di una sorta di “nuda proprietà” per esemplificare e volgarizzare al massimo. Altro punto fermo Veneto fu l’ostilità più o meno sotterranea con il papato, con Papi particolarmente sgradevoli: Gregorio VII e i suoi normanni, Giulio II che animò la lega di Cambrai bloccando l’espansione territoriale della Repubblica nell'entroterra occidentale, Paolo V ed il famoso Interdetto del 1606 ecc. Se la descrizione della dottrina Orseolo somiglia molto al concetto statunitense di dominio dei mari è perché lo studio della dottrina Veneziana si è sviluppata a ritroso, proprio a partire dalla teoria di Rimland ideata da Spykman vedendo la quale gli storici si sono accorti che, nel corso dei secoli, si erano già manifestati fenomeni simili. Probabilmente la dottrina Orseolo è il primo caso di talassocrazia dell'epoca cristiana, così non scomodiamo i fenici. Non è per altro il primo richiamo tra Repubblica Veneta e Usa, la stessa elezione alquanto complicata del presidente americano trae ispirazione dalle complicate procedure elettive in Maxor Censejo, d’altronde all'epoca era l'unica repubblica sotto mano e a differenza della Francia, gli Usa non hanno mai sposato l’antimito della Repubblica Veneta. Dovrebbe semmai creare allarme tra noi antiamericani il fatto che nel 1453 Venezia ha dovuto affrontare la più grande disgrazia geopolitica del mediterraneo, riuscendo però a superarla e che se non avesse trovato la lega di Cambrai e le potenze europee a contestarla nella penisola ne sarebbe uscita con agio reindirizzando la sua strategia e potenza, quindi occhio a seppellire anzitempo lo “strano erede” perché la Repubblica è durata altri tre secoli e pure facendo grossi errori evitabili, che ne hanno pregiudicato l’arrivo nella contemporaneità. ✍️Andrea Alexandro Nałeto Lane F. C. Venice a maritime republic, Baltimore 1973 Lane F.C. Venetian ship and shipbuilders of the renaissance, Baltimore 1934 Ortalli G. Venezia dalle origini a Pietro II Orseolo Torino 1980 Gasparri S. Dagli Orseolo al comune, in AA. VV. Storia di Venezia. Roma 1995 F. Moro, Le grandi battaglie della Serenissima, Gorizia 2022. Reinhold C. Mueller, Venezia nel tardo medioevo. Venezia 2021