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@gabgerm

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Pubblicato5 ago05/08/2025, 15:39
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era soprattutto un tentativo di evitare l'esborso di argento. Nel 1432 acquistò dal mercato di Tana in Crimea un prodotto ricorrente nelle sue note: il filo d’oro impiegato come mezzo di pagamento, ma Andrea non disdegnava neppure il mercato locale, inteso come Venezia, pianura padana e coste adriatiche, dove vende stoviglie di stagno inglese e comprava grano marchigiano. Dimostrando prontezza di riflessi appena venne a sapere dei bassi prezzi spuntati dal grano pugliese, che faceva le quotazioni a Venezia, cambiò investimento e ordinò sempre dalle Marche degli albertoni, pellami conciati. Andrea voleva inviare gli albertoni a Bruges, altra importante piazza commerciale del tempo, per scambiarli con panni inglesi da mandare in levante o vendere a Venezia. Dopo che Barbarigo aveva immobilizzato grosse quantità di denaro in cotone siriano, chiusesi le migliori opportunità offerte da questo mercato a causa del crollo dei prezzi a Venezia per eccesso di offerta, si rivolse alla Spagna dove fu quasi un precursore. Da Valencia importò seta, lana greggia locale e castigliana e olio; prodotti per i quali il Senato non fissava la stagione di carico, approfittando di questa deregulation e dell' alto numero di navi dirette a occidente, poté superare senza difficoltà questi anni difficili per i mercati levantini. La grande novità di Valencia era l'olio d'oliva che arrivava in una Venezia dominata dall'olio delle Puglie. Seppe anche approfittare, attraverso l' abilità dei suoi agenti degli scambi diretti tra Valencia e l’area balcanica. Dal 1440 l'attenzione del Barbarigo si focalizzò sul mercato inglese, sempre ampiamente sfruttato per i suoi prodotti di punta: panni di lana e stagno. Per ampliare il suo giro d'affari su Londra si appoggiò alla folta comunità veneta in particolare ai suoi cognati Cappello. Il circuito economico su Londra vedeva l’acquisto di pezze di lana in cambio di filo d'oro di Tana e la vendita di pepe, reinvestendo il ricavato in ulteriori pannilana da esportare in area mediterranea e levantina. Caratteristiche tipiche del commercio di Andrea: fluidità e diversificazione merceologica e di mercato, basta una notizia ed il mercante ha cambiato prodotto e destinazione. Sa cavalcare il mercato e approfittare delle sue bizze, dei periodi di oligopolio temporaneo o della chiusura dei mercati, come fece in occasione della soppressione delle Mude a causa della guerra con Genova, quando riuscì a vendere il cotone in suo possesso sulla piazza nazionale ad un prezzo altamente remunerativo. Andrea, che ricordiamo usiamo qui come prototipo dell' intera classe mercantile Veneta, sfruttò per movimentare le merci tra i vari mercati alternativamente le cocche e i mezzi offerti dallo stato: i convogli di galee armate (mude) date a nolo a privati, ma aperte al pubblico, anche se si potevano caricare solo le mercanzie stabilite dal Senato e che la guerra tendeva a bloccare. Le cocche erano navi a vela di privati, di tonnellaggio variabile, complementamente indipendenti, ma che dovevano partire molto prima delle Mude per non farvi concorrenza. A Valencia arrivava sia il convoglio di Aigues Morte, ma anche un gran numero di navi private; per caricare su questi battelli occorreva accordarsi coi capitani e possedere spazio di carico su altre navi da usare come mezzo di scambio. Andrea usufruiva anche delle Muda di Romania per il trasporto del filo d'oro di Tana e dei convogli di Fiandra, di cui furono spesso capitani i Cappello, per i contatti con l’Inghilterra e le Fiandre. Per l'oriente dove s'impegnò, per l'epoca presa in esame, soprattutto col cotone, che essendo merce secondaria, in base alle disposizioni del Senato, poteva essere caricato sulle galee dei convogli solo in assenza di beni più preziosi, nel caso di Andrea non sembra gli sia stato possibile per gli anni presi in esame, così fece affidamento sul naviglio privato. Il mare non era comunque la sola via di smercio, abitualmente mercanti tedeschi venivano in laguna a comprare cotone e spezie e Venezia era un grande emporio da cui dipendevano molti altri centri.