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Andrea anche se non disdegnava la vendita al dettaglio a Rialto, per aumentare i profitti preferiva esportare direttamente in Germania. Nel 1433 per forzare il blocco imposto dall' imperatore Sigismondo si trovò costretto a pagare un prestanome-accompagnatore tal Schrench per portare gli albertoni a Bruges passando per la Germania. Andrea è smanioso di poter approfittare dei periodi di mercato chiuso o limitato, per poter vendere a prezzi alti merci acquistate a costi bassi. Ricerca per tutta Europa e il Mediterraneo mercati e merci remunerative, ma come gli altri mercanti della città non si lancia da solo, per il mercato spagnolo si affianca al potente banchiere Balbi. Gli investimenti di Andrea sono a breve termine, la mobilità e fluidità degli investimenti erano alla base dei profitti. Rapidità essenziale per approfittare delle variazioni di mercato scaricando le perdite maggiori sui produttori. Un calcolo dei profitti di un mercante Veneto è arduo a causa dell’assenza di bilanci consolidati, occorre quindi spulciare attentamente la contabilità quotidiana. Nel caso di Barbarigo vendite al dettaglio in città e ritardi nella riscossione dei crediti internazionali garantiscono solo un rientro lento delle spese. Nel 1441 su 6.000 ducati investiti Andrea avrà un profitto di duemila ducati in due anni, con una percentuale del 15% annuo, ma non si deve generalizzare, perché singoli settori merceologici su mercati tanto ecclettici non potevano dire molto, tantomeno dare indicazione per i risultati degli altri mercanti o essere estesi ad altre merci. In quell'epoca di comunicazioni difficili erano troppo forti gli sbalzi del mercato per poter tracciare delle statistiche valide. Sul prezzo del cotone, trattato da Andrea, incideva non solo l'andamento del raccolto, ma anche le manovre del Sultano,le condizioni del mercato, lo stato della domanda, ecc. Altrettanto improbo è tentare di fissare tempi standard per i cicli economici, ma da questo punto di vista la condizione di Barbarigo era favorevole, potendo sfruttare le offerte di una città marinara come Venezia, in particolare i trasporti garantiti dallo stato, i convogli con tempi precisi che coincidevano con gli eventi fieristici. Anche questo sistema aveva i suoi difetti, la guerra poteva portare il Senato a sopprimere le mude. Normalmente, se tutto andava bene, il cotone (quando era possibile caricarlo) giunto a giugno era venduto e i proventi rispediti in Siria per settembre, mentre a dicembre arrivavano le balle di cotone prese a credito con il convoglio invernale garantendo così due giri in un anno. Le spezie compivano il ciclo in un anno e mezzo. Gli scambi di merci alessandrine con beni londinesi richiedevano due anni. Le mude erano nate allo scopo di fare girare rapidamente merci e denaro. Comunque i vari cicli potevano ibridarsi tra loro cambiando merce trattata e mezzo di pagamento, variando i tempi di rientro, quindi anche se il ciclo noto di Barbarigo pare compiersi tra 1441 e 43, partendo da lana e posate di stagno inglesi remunerate con denaro liquido a Venezia e con spezie ad Alessandra, riscuote il saldi della maggior parte dei crediti nel 1443 reinvestiti in nuovi panni Loesti, ma è molto probabile che sebbene il ciclo paia chiudersi con questo acquisto, i vari rientri di denaro susseguitesi nel corso dei due anni abbia preso altre vie. Contrattempi, chiusure e repentini cambi d’investimento rendono difficile stabilire tempi precisi per singoli cicli. ✍🏻Andrea