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APPROPRIAZIONE FONDIARIA IN PALESTINA Guardando a israele, tralasciando la situazione intollerabile e sanguinaria di Gaza, che è l’epifenomeno più sconvolgente della politica dello stato criminale, mi voglio concentrare sulla sua quotidianità, piuttosto che sulle questioni militari, anche perché mi provocano un disprezzo difficilmente contenibile nei gradi della decenza. Il cuore della questione è come l’entità riesca a gestire il diritto di proprietà su terreni, che tranne in limitati casi, non ha alla base pezze d’appoggio, che in una corte civile di un paese normale avrebbero valore. Come si prendono la terra e il sistema giudiziario fondamentalmente li copre, tranne casi rarissimi? Al tempo degli ottomani, buona parte dei terreni non in mano a proprietari fondiari turchi e arabi erano terreni comuni, quindi in uso delle comunità ivi residenti per l’agricoltura e la pastorizia in ossequio al diritto consuetudinario locale. Quando nel 1917 subentra l’Inghilterra e formalmente con il mandato della Società delle Nazioni, come aveva già fatto in casa nel ‘700 con la legge delle enclosure, toglie la terra alle comunità che passano direttamente alla Corona. Una pratica coloniale che aveva ampiamente esercitato su tutti i suoi territori di colonizzazione dalle tredici colonie alla Nuova Zelanda. Normalmente le terre restano in uso alle comunità, ma private della base giuridica di natura feudale della stagione ottomana, salvo quando i terreni migliori vengono venduti ai privati, in questo caso i Rothschild e i vari finanziatori del sionismo che posero le basi dell'occupazione successiva. Fenomeno anche questo tutt'altro che nuovo e alieno alla pratica coloniale inglese, che normalmente lasciava i terreni peggiori più magri e disagevoli ai colonizzati e destinava ai colonizzatori i bocconi migliori. Quando i sionisti nel 1967 occupano Gaza e la Cisgiordania applicano la legge inglese sulle terre demaniali (terre della Corona), quindi dichiara le terre palestinesi, da tempo immemore coltivate e gestite dalle comunità locali, terreni dello stato, ovviamente resta aperta la questione di quale stato visto che si sta parlando di territori occupati e non annessi, mentre i palestinesi che le abitano sono indicati come abusivi. In forza di ciò sequestrano la terra, buttano giù case e campi ed infine assegnano la terra ai coloni. Ancora meglio se i terreni vengono svuotati prima in modo da poterli dichiarare terreni inutilizzati o con detentori assenti. In particolare la legge degli assenti è stata usata in modo spudorato sui terreni ripuliti etnicamente dal 1918 al 1948, che ha consentito di lavare e legalizzare l’appropriazione, consentendo al sistema giudiziario dell'entità, almeno tra i tutelati, di marciare secondo i principi del diritto standard, perché viene da sé che se il mio vicino detiene un terreno senza possederne alcun titolo, se domani io glielo prendo, in un tribunale normale non potrebbe opporsi e dopodomani l’altro mio vicino lo farà con me. Comunque resta un altro mistero i palestinesi sono assenti da qualche decennio e la terra diventa libera e questi, ammesso e non concesso siano gli stessi, invece stanno a spasso per 2000 anni e la terra è loro, in questo caso assenze e soprattutto usucapione non valgono più. La legge coloniale inglese accoppiata alla norma sui proprietari assenti e gli incolti è stata pienamente impiegata da israele sia sotto il mandato inglese che dopo: sui terreni riconosciuti dall'Onu nel 1948 come israeliani e ripuliti etnicamente nella maggioranza dei casi; e a partire dal ‘67 sui territori occupati che sta normalizzando e ripulendo ora. Sussiste un ulteriore elemento da fare emergere e che riguarda i fondi e beni direttamente venduti dai signorotti arabi e turchi che ne godevano in piena proprietà. Per quanto riguarda i terreni ceduti in epoca ottomana tra fine ‘800 ed inizio ‘900 questi fondi erano regolati dal diritto che potremmo, in modo improprio e grossolano, definire feudale.