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@gabgerm

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Pubblicato19 ago19/08/2025, 14:10
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III🦁 FINANZIARIZZAZIONE IL DEBITO PUBBLICO E I TITOLI DI STATO In condizioni finanziarie normali la fiscalità della Repubblica riusciva a tenere i conti in ordine grazie alle tasse indirette sui beni di consumo (come il sale, ecc.), i contributi per il mantenimento delle milizie, i dazi e le tasse commerciali e con le tasse dirette sui fondi agricoli, sui beni produttivi e sui diritti appaltati. Lo Stato Veneto godeva di entrate superiori a qualunque altro stato della penisola e pari a certi regni europei (Inghilterra) nel ‘500. Il gettito veniva raccolto per circa la metà nella Dominante (ciò manifesta la persistenza del valore economico del commercio e della manifattura cittadina anche dopo la crisi del primo ‘500) nello Stato da Tera per il 40% e dallo Stato da Mar per il restante 10/12%. In occasione delle guerre, dalla già vista lotta con Genova, ma in seguito con le guerre d'Italia, la guerra contro la lega di Cambrais, le guerre con i turchi (10 guerre in 3 secoli (le fonti divergono, le guerre vanno da 10 a 12 a seconda che si spezzino le operazioni militari e si considerino anche le guerre per procura) ed altre guerre con Ungheria, impero ecc. era necessario emettere titoli del debito fruttiferi. Particolarmente disastrose per i conti furono la guerra di Chioggia 1381, la guerra di Cipro e Lepanto 1570/71, la guerra di Gradisca 1615/16, la guerra di Mantova e Monferrato 1628/31 e i 25 anni della guerra di Candia 1645/69, le guerre di Morea (Peloponneso): la Prima 1684/99 e la Seconda 1714/18. L’estrema necessità di denaro in occasione della guerra di Candia portano anche all'insolvibilità dello Stato che non riesce a rimborsare il vecchio debito e contemporaneamente ad emetterne di nuovo per le necessità belliche così si decide di non rimborsare il debito più datato, ma qui vediamo il primo sintomo della prevalenza dell’interesse privato dei Patrizi detentori di titoli di debito rispetto all’interesse nazionale. Il debito non viene rinegoziato, ma consolidato in altre parole i titoli divengono non rimborsabili, ma restano fruttiferi e perpetui, un vulnus per i futuri conti dello stato e quando nel corso del ‘700 si deciderà di ridurre l'indebitamento ormai divenuto insostenibile, soprattutto a partire da questi titoli, avverrà nel modo meno traumatico possibile per i creditori, malgrado le necessità del paese fossero altre. ✍🏻Andrea