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III🦁 FINANZIARIZZAZIONE LE MANCATE RIFORME Non fu soltanto la riforma fiscale a mancare, ma molte riforme finirono per essere svuotate o ritardate per lo spirito conservatore e privatistico del Patriziato. Le grandi stagioni di riforma abortite o parzialmente applicate: quella promossa del Doge Andrea Gritti (drogado 1523/38) successivo al recupero dello Stato da Tera dopo il disastro di Agnadello, la stagione del governo del partito dei Zovani nella prima metà del ‘600 e l'azione del Procuratore di San Marco Andrea Tron (cognato dell’arcinota Çeçilia Trona) che nel settecento tentò un tardivo salvataggio della Patria. Basta un solo esempio: sulla scorta della guerra dell'Interdetto, che vide protagonisti il Doge Leonardo Donà e il giureconsulto di stato Paolo Sarpi ed un atteggiamento sempre più antispagnolo del Partito dei Giovani si prese in considerazione di convertire la Repubblica al calvinismo per rompere definitivamente con Roma, ma si scelse di soprassedere, innanzitutto spinti dalla necessità di ottenere l'appoggio delle potenze cattoliche e del Papa nella guerra di Candia e siccome gli ottomani non erano disposti a preservare le proprietà fondiarie dei Patrizi quest'ultimi lottarono senza esclusione di colpi (anche per orgoglio e gloria invero) tanto che alla fine a nessuna famiglia macò il morto in casa, come già fecero dopo Agnadello, in realtà sempre per lo stesso motivo, la mancata garanzia sui loro diritti reali. Comunque un altro fattore che giocò a favore della permanenza nel papismo furono la gestione dei beni ecclesiastici che indirettamente erano controllati dalle famiglie patrizie stesse che monopolizzavano le cariche vescovili ed abbaziali, mentre con la Riforma religiosa tali beni sarebbero stati assorbiti dalla Repubblica e messi all'incanto consentendo un miglioramento della situazione economica e debitoria dello Stato. Decisamente un'occasione perduta non solo economica, ma soprattutto politica perché sarebbe stata la possibilità per una definitiva rottura con il vicino italiano creando una cesura netta che avrebbe impedito l'attrazione incorsa in seguito. Fare proposte estreme era una caratteristica piuttosto tipica dello Stato Veneto nel momento in cui si trovava in ambasce. La proposta enorme veniva valutata a lungo per alla fine essere scartata. L'altra grande proposta impensabile era stata lanciata nel 1509, dopo la rottura di Agnadello e l'invasione dello Stato da Tera: far sbarcare gli ottomani in Veneto e lanciarli contro la lega di Cambrai quindi mezza Europa, però alla fine si scansò l'idea. ✍🏻 Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify